Brunico – La Villa

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Il secondo post di questo blog non può non iniziare dai ringraziamenti. E quindi un grandissimo grazie a Salewa per aver dato un sostegno importante a questa avventura e alla LAS che mi ha messo a disposizione uno dei suoi prodotti di punta.

Come nasce un giro in bicicletta? Serve ovviamente l’idea, lo spunto iniziale ma poi bisogna mettersi a tavolino per pianificare. La prima discriminante è il tempo che si ha disposizione. Nel mio caso, ma non penso di essere un’eccezione, sono due settimane. Chi non farebbe volentieri un giro d’Europa o anche d’Italia? Ma le ferie sono un concetto finito e quindi inutile mettersi a sognare.

L’esperienza mi insegna che non si fanno più di 10km all’ora. In pianura si è ovviamente più veloci ma va considerata la media giornaliera perché vanno calcolate anche le pause. Mangiare è fondamentale e non si deve assolutamente andare in crisi di fame. E poi mai dimenticare che stiamo facendo una vacanza e non ci sono in palio medaglie. La media dei 10 km all’ora scende non appena la strada inizia ad arrampicarsi, anche perché la bilancia mi ha appena ricordato che i chili sono ormai quasi 77, cui vanno aggiunti i 15 kg della bici e gli altri 10kg del bagaglio. Lo specchio, come sempre impietoso, mi suggerisce che sui fianchi ed intorno all’ombelico ci sono delle riserve da limare…. ma questo è un altro discorso! E quindi inutile prevedere tappe oltre i 100 km e, se ci sono delle salite da affrontare, meglio stare al di sotto di questa soglia. Ma non voglio svelare troppi segreti all’inizio, anche perché vorrei farvi scoprire il percorso tappa dopo tappa.

Come ogni giro che si rispetti non può mancare il prologo. Serve per prendere confidenza con una bici più pesante del solito e per capire dov’è la soglia della fatica. Si parte da Brunico, perla della Val Pusteria. Una porta naturale per entrare nelle terre dove spesso si è scritta la storia del Giro d’Italia. Le previsioni del tempo non molto incoraggianti mi obbligano a levare le tende anzitempo, dovendo rinunciare alla torta della signora Andrea del B&B sotto il castello. Peccato, ma volevo fare almeno il primo tratto all’asciutto. 

Der zweite Beitrag dieses Blogs kann nur mit einem Dank beginnen. Und so ein großes Dankeschön an Salewa für die wichtige Unterstützung dieses Abenteuers und an die LAS, die mir eines ihrer Vorzeigeprodukte zur Verfügung gestellt hat.

Wie entsteht eine Fahrradtour? Natürlich braucht man eine “Zündidee”, aber dann muss man am Schreibtisch die Tour planen. Der erste diskriminierende Faktor ist die verfügbare Zeit. In meinem Fall, aber ich glaube nicht, dass ich eine Ausnahme bin, sind es zwei Wochen. Wer würde nicht gerne eine Tour durch Europa oder gar Italien unternehmen? Aber Ferien sind ein endliches Konzept, und deshalb ist es sinnlos, mit dem Träumen anzufangen.

Die Erfahrung lehrt mich, dass man nicht mehr als 10 km pro Stunde fährt. In den Ebenen ist man selbstverständlich schneller, aber man muss den Tagesdurchschnitt berücksichtigen und auch die Pausen berechnen. Das Essen ist enorm wichtig und man darf auf keinen Fall in eine Hungerkrise geraten. Und dann sollte man nie vergessen, dass man in Urlaub ist und es keine Pokale zu gewinnen gibt. Der Durchschnitt von 10 km pro Stunde sinkt, sobald die Straße steigt und Waage hat mich gerade daran erinnert, dass das Gewicht jetzt fast 77 Kg erreicht hat. Dazu kommen noch die 15 Kg des Fahrrads und die 10 Kg des Gepäcks. Der Spiegel, wie immer gnadenlos, deutet mir an, dass an den Seiten und um den Nabel herum einige Reserven sich angesammelt haben…… aber das ist ein anderes Thema! Es ist daher sinnlos, an Etappen über 100 Km zu basteln: bei einer langen Steigungen lieber weniger Kilometer einplanen. 

Bei jeder Tour ist auch der Prolog ein Muss. Es ist nützlich, sich mit einem Fahrrad vertraut zu machen, das wegen dem Gepäck schwerer ist als üblich. Es ist dazu wichtig zu verstehen, wo die Schwelle der Ermüdung liegt. Ich starte in Bruneck, der Perle des Pustertales. Ein natürliches Tor zur Region, wo die Geschichte des Giro d’Italia oft geschrieben wurde. Der nicht sehr ermutigende Wetterbericht zwingt mich, frühzeitig aufzubrechen und auf den Kuchen von Frau Andrea vom B & B unter der Burg zu verzichten. Schade, aber ich wollte zumindest die erste Strecke im Trockenen fahren.

I primi km sono semplici e la presenza della ciclabile rende il tutto più piacevole. Per evitare di andare sulla statale prendo un sentiero per camminate. Le pendenze, che sullo sterrato si sentono di più, mi sembrano più adatte agli stambecchi che ai ciclisti ma per stare lontano dalle marmitte e per avere un contatto più diretto con la natura, qualche volta bisogna fare dei sacrifici.

Il paesaggio è meraviglioso e si intravedono le Dolomiti. I tratti asfaltati e di sterrato si alternano ma arrivato a Piccolin, dovrei andare sulla statale. Oggi è domenica ed il traffico è pesante. E quindi? Le ruote larghe della Mountainbike sono un handicap sull’asfalto ma consentono di affrontare ogni tipo di terreno e decido di andare lungo il fiume prima ed in mezzo ai boschi poi. 

Die ersten Kilometer sind einfach und dank einem Radwege sehr angenehm. Um die Hauptstraße zu vermeiden, nehme ich einen Wanderweg. Die Hänge scheinen mir für Steinböcke besser geeignet zu sein als für Radfahrer, aber um sich von dem Straßenverkehr fernzuhalten und einen direkteren Kontakt zur Natur zu haben, muss man manchmal Opfer bringen! 

Die Landschaft ist wunderschön und man kann schon die Dolomiten sehen. Die asphaltierten Strecken und Schotterwege wechseln sich ab, aber wenn ich in Piccolin ankomme, sollte ich doch auf der Hauptstraße fahren. Heute ist Sonntag und der Verkehr ist stark. Na und? Die breiten Räder des Mountainbikes sind ein Handicap auf dem Asphalt, aber ich kann überall fahren. Ich fahre zuerst den Fluss entlang und dann mitten im Wald.

Arrivato a Badia scopro per caso le Ciaminades che mi fanno nuovamente evitare la strada principale. Con la cornice spettacolare delle Dolomiti la fatica non si sente e arrivo a La Villa in un batti baleno! Sono sulle alte e quindi devo andare verso il centro. Fare il “Muro del gatto” in discesa è un gioco da ragazzi. Alla fine ho allungato di circa 10km rispetto al tracciato tradizionale e anche l’altimetria ha sforato il budget. Ma ne è valsa davvero la pena.

Als ich in Badia ankomme, entdecke ich zufällig die Ciaminades und kann die Hauptstraße wieder umgehen. Mit der spektakulären Kulisse der Dolomiten ist die Anstrengung nicht spürbar und ich komme gleich in La Villa an! Ich befinde mich auf der Anhöhe und muss daher in Richtung Zentrum fahren. Die Abfahrt der “Katzenmauer” ist ein Kinderspiel. Am Ende habe ich die normale Strecke um ca. 10km verlängert und die Höhenmeter sind auch übers Budget gekommen. Aber es war es wirklich wert!

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