Col des Aravis – Col des Saisies

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Ieri sera ero davvero a pezzi. Dopo essermi sistemato in albergo ed aver fatto una bella doccia tonificante ho fatto quattro passi per stare un po’ in mezzo alla gente al termine di una giornata trascorsa in solitaria. In discesa avevo riflettuto a lungo su quello che mi era successo ed era venuto il momento di distrarsi e pensare ad altro.

Di solito, una volta arrivato a destinazione, mi piace gironzolare per le stradine dei paesi ed andare alla ricerca di buoni ristoranti. Ieri no. Ho preferito fermarmi in hotel. Sono uno dei pochi avventori e quindi trovo il tempo di scambiare quattro chiacchiere con la cameriera che parla molto bene l’italiano. Mi racconta di essere stata qualche anno in Italia. Dove? Mi aspetto le solite Firenze, Roma, Milano o Bologna ed invece mi sorprende. A Livorno? Per amore, mi risponde. Un amore passeggero visto che è tornata sui monti francesi!

Oggi sto meglio. Niente levatacce come ieri e dedico più tempo alla colazione ma riesco comunque a partire di buon’ora. Il programma è impegnativo e prevede tre scollinamenti. Intanto partiamo e poi si vedrà.

Si inizia subito a salire, ma vado piano e le pendenze non sono impegnative. Dopo meno di 10 km raggiungo i 1.498 metri sul livello del mare del Col des Aravies. È ancora presto e la strada è praticamente deserta: Una bellissima giornata di sole rende magica un’atmosfera che mi permettono di scattare alcune delle foto più belle di tutto il giro. 

Una salita di 10 km mi porta a Flumet (siamo a 900 metri di altitudine), ovvero all’inizio della prossima ascesa, quella del Col des Saisies con i suoi 1.650 metri. Il cielo inizia a riempirsi di nuvole e, visto che in cima c’é poco da immortalare, riparto subito. 

Lo spettacolo arriva in discesa. Qualche curva e mi appare in tutta la sua maestosità il massiccio del Monte Bianco. È lontano eppure appare così vicino. Stranamente famigliare, forse perché a scuola ne ho sentito parlare un milione di volte. Sono più le pause che i chilometri percorsi. Mi chiedo se una volta fosse stato più bianco, se l’uomo sia riuscito a fare danni anche lassù in alto. Probabile.

Grazie Monte Bianco, per avermi riportato sui banchi di scuola ed avermi, seppure solo per qualche minuti, fatto ritornare bambino!

Nel primo pomeriggio arrivo a Beaufort. Ho percorso 50 km, pochi, ma mi sono fatto quasi 1.300 metri di dislivello. Adesso dovrei affrontare la terza arrampicata. Faccio tesoro dell’esperienza di ieri e decido di fermarmi.

Trovo un hotel decoroso, accendo il televisore e mi godo una tappa del Tour de France. La sera c’é una festa con musica all’aperto. Cantano in francese e non capisco una parola, ma c’é una bella atmosfera. È stata la scelta giusta. 

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