München – Achensee

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Siamo davanti al Deutsches Museum. È il nostro abituale punto di ritrovo e oggi coincide con l’inizio della prima tappa. La strada la conosco a memoria e non abbiamo bisogno di navigatore. L’ho percorsa diverse volte ed è anche ben segnalata. Si segue sostanzialmente la Via Bavarica Tyrolensis, che permette di arrivare fino a Jenbach, in Tirolo.

Noi prendiamo la variante verso il Tegernsee, ma facciamo il cosiddetto Münchner-Wasserweg, una ciclabile che percorre a ritroso l’acquedotto che garantisce circa il 75% del fabbisogno idrico della capitale bavarese. Fino alla fine del XIX secolo l’acqua veniva estratta dai pozzi ma, nel 1872 un’epidemia di tifo causò più di 400 morti, e allora si decise di realizzare un’opera che portasse a Monaco l’acqua di sorgente della Valle del Mangfall, un immissario del fiume Inn. L’acquedotto venne realizzato nel 1883 e l’acqua viene trasportata sfruttando il dislivello: la Valle del Mangfall è più in alto rispetto a Monaco. 

Das Deutsche Museum ist unser üblicher Treffpunkt und heute auch der Startpunkt der ersten Etappe. Ich kenne den Weg auswendig, und wir brauchen keinen Navi. Ich bin die Strecke mehrmals gefahren, und sie ist auch gut ausgeschildert. 

Wir folgen im Wesentlichen der „Via Bavarica Tyrolensis“, die nach Jenbach in Tirol führt. Wir nehmen die Variante in Richtung Tegernsee, nehmen aber den sogenannten Münchner-Wasserweg, einen Radweg, der rückwärts dem Weg des Münchner Trinkwasser ins Quellgebiet folgt (Rund 75% des täglichen Wasserbedarfs der Landeshauptstadt decken die Förderanlagen im Mangfalltal). Bis zum Ende des 19. Jahrhunderts wurde das Wasser aus Brunnen gewonnen, aber 1872 verursachte eine Typhusepidemie mehr als 400 Todesfälle, so dass beschlossen wurde, ein Projekt zu bauen, um das Quellwasser aus dem Mangfalltal nach München zu bringen. Die Leitung für die Wasserversorgung wurde 1883 gebaut Die günstige Höhenlage des Mangfalltals erlaubt es, das gewonnene Wasser ohne zusätzlichen Energieaufwand nach München zu leiten. 

I primi chilometri li percorriamo lungo l’Isar. Poco prima di arrivare a Grünwald (zona abitata dalla Monaco bene) si prende la rampa che porta sul Großhesseloher Brücke, il ponte a due piani: la parte superiore è riservata al trasporto ferroviario e quella inferiore a ciclisti e pedoni. La vista sull’Isar vale la prima sosta. 

Dopo aver affiancato gli studi della Bavaria Filmstadt (nel 1925 Alfred Hitchcock girò qui gli interni del suo primo film, The Pleasure Garden) si fa il primo tratto all’interno di una foresta (Perlacher Forst). Si esce ad Oberhaching e subito si incontra un bel Biergarten, il Kugler Alm. Meglio non lasciarsi tentare: la strada è ancora lunga. 

Seguono diversi tratti sterrati in mezzo alla foresta ma, a Valley, si arriva finalmente in riva al Mangfall. È il tratto forse più bello di tutto il percorso.

Die ersten Kilometer verlaufen entlang der Isar. Kurz vor der Ankunft in Grünwald nehmen wir die Rampe zur Großhesseloher Brücke: unterhalb der Gleise verläuft ein kombinierter Fuß- und Radweg. Der Blick auf die Isar ist den ersten Stopp wert. 

Nach den Studios der Bavaria Filmstadt (hier drehte Alfred Hitchcock 1925 die Innenaufnahmen seines ersten Films, The Pleasure Garden) fahren wir den ersten Waldabschnitt (Perlacher Forst). In Oberhaching kommen wir an einem schönen Biergarten, die Kugler Alm, vorbei. Wir lassen uns nicht in Versuchung führen: Es liegt noch ein langer Weg vor uns. 

Dann legen wir mehrere Feldwege zurück, aber in Valley erreichen wir endlich die Mangfall. Dies ist vielleicht der schönste Abschnitt der gesamten Route. 

Un’acqua verde cobalto di una purezza che sembra quasi innaturale mi flascia sempre a bocca aperta. Un quadro che ho visto mille volte e che non manca mai di sorprendermi. L’altra certezza sono le torte fatte in casa del Maxlmühle: qui una sosta è davvero obbligata. La posizione è semplicemente incantevole e un tavolo all’aperto in mezzo al verde all’ombra della pergola meriterebbe il pennello di un famoso pittore. 

Ein kobaltgrünes Wasser von einer Reinheit, die fast unnatürlich erscheint, macht mich immer sprachlos. Ein Bild, das ich schon tausendmal gesehen habe und das mich immer wieder überrascht. Zuverlässig wie eh und je sind die hausgemachten Torten der Maxlmühle: Hier ist ein Halt wirklich ein Muss. Die Lage ist einfach bezaubernd und ein Tisch im Freien mitten im Grünen im Schatten der Pergola ist fast ein Geschenk des Himmels.

Lasciata la valle del Mangfall si sale su un altopiano ricco di pascoli per poi tornare a scendere lungo il fiume in prossimità del Tegernsee, uno dei più bei laghi di montagna al sud di Monaco. 

Nachdem wir das Mangfalltal verlassen haben, fahren wir auf ein Hochplateau voller Weiden und kehren dann flußabwärts in die Nähe des Tegernsees, einem der schönsten Bergseen im Süden Münchens, zurück. 

Arriviamo a Bad Wiessee e non riusciamo a resistere all’acqua limpida del lago. È bella giornata estiva e una rinfrescata ci vuole.

Wir kommen in Bad Wiessee an und können dem klaren Wasser des Sees nicht widerstehen. Es ist ein schöner Sommertag und wir möchten uns erfrischen.

Costeggiamo il lago e poi seguiamo il fiume che lo alimenta: il Weißach. Altro tratto spettacolare in mezzo al bosco su una ciclabile che d’inverno si traveste in una delle più belle piste di sci di fondo della zona. 

Wir fahren am See entlang und folgen dann dem Fluss, der ihn speist: der Weißach. Eine weitere spektakuläre Strecke mitten im Wald auf einem Radweg, der im Winter zu einer der schönsten Langlaufloipen der Gegend wird. 

Giunti alla Glashütte (una baita molto conosciuta), inizia il tratto più duro. I miei compagni non lo conoscono e io, per non demotivarli, cerco di sminuire le difficoltà di uno sterrato che ci farà superare l’Achenpaß. La ciclabile ci porta in mezzo al bosco e dall’alto, in mezzo al silenzio, vediamo le auto che scollinano percorrendo una strada piena di curve. 

Superato il confine ci attende l’ultima salita impegnativa e, quando siamo un po’ tutti allo stremo della forze, finalmente vediamo il cartello di Achenkirch. 

Wenn wir die Glashütte (eine sehr bekannte Hütte) erreichen, beginnt der schwierigste Abschnitt. Meine Mannschaftskameraden wissen es nicht, und ich versuche, die Schwierigkeiten einer unbefestigten Strecke zu verringern, die uns über den Achenpaß bringen wird. Der Fahrradweg führt uns mitten in den Wald, und von oben, in der Stille, sehen wir die Autos, die eine kurvenreiche Straße hinauffahren. 

Nach dem Grenzübertritt erwartet uns der letzte anspruchsvolle Anstieg, und als wir alle etwas erschöpft sind, sehen wir endlich das Ortsschild von Achenkirch. 

Al lago manca davvero poco. Dopo 115 Km e quasi 1.000 metri di dislivello abbiamo bisogno solo di due cose: un pasto abbondante e una buona birra. Salute! 

Der See ist ganz in der Nähe. Nach 115 km und fast 1.000 Höhenmetern brauchen wir nur noch zwei Dinge: eine herzhafte Mahlzeit und ein gutes Bier. Prost! 

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