Großglockner

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Oggi è il giorno del Großglockner. A colazione si sente in qualche modo la tensione perché nessuno di noi tre sa esattamente cosa lo aspetta. Ce la faremo? Pioverà? Farà freddo? Per me è il primo vero passo in sella alle due ruote e mi manca l’esperienza di una scalata di quasi 25 km con pendenze intorno al 10%. Cosa mettere nello stomaco? Io vado alla disperata ricerca di zuccheri, Flavio sembra che non abbia mangiato da tre giorni mentre Carsten cerca di fare una sana sintesi fra gli estremi dei suoi compagni di avventura. 

Heute ist der Tag des Großglockners. Beim Frühstück spürt man irgendwie die Spannung, weil keiner von uns genau weiß, was ihn erwartet. Werden wir es schaffen? Wird es regnen? Wird es kalt? Für mich ist es der erste große Pass. Ich habe keinerlei Erfahrung und auf mich wartet eine fast 25 km lange Auffahrt mit Steigungen von etwa 10%. Was soll ich essen? Ich suche verzweifelt nach Zucker, Flavio scheint seit drei Tagen nichts gegessen zu haben, während Carsten für die goldene Mitte zwischen den Extremen seiner Abenteurerkollegen sich entscheidet.

Si parte. Ci sono nuvole basse e, anche a causa di temperature non certo estive, sembra di essere a novembre. Almeno non piove: solo qualche goccia a tratti ci obbliga a indossare le giacche impermeabili. La strada inizia subito a salire e, prima di raggiungere la stazione di servizio, c’è un primo tratto al 9%, una sorta di assaggio di quello che ci aspetterà più tardi. Proseguiamo compatti fino al casello dove i mezzi motorizzati devono pagare il pedaggio mentre i ciclisti possono prendere una stradina a parte con tanto di „Wilkommen“ e Start“: inizia ufficialmente la Hochalpenstraße e qui si dividono i nostri destini. Decidiamo che ognuno debba salire con il suo passo e ci diamo appuntamento alla baita prima del Fuscher Tor. 

Jetzt geht’s los. Es gibt niedrige Wolken, und auch die Temperaturen sind nicht sommerlich: wie im November. Wenigstens regnet es nicht: Nur ein paar Tropfen zwingen uns die Regenjacken anzuziehen. Die Steigung ist gleich spürbar, und vor der Mautstation gibt es einen ersten Abschnitt mit 9%: eine Art Vorgeschmack auf das, was uns später erwartet. Zusammen fahren wir weiter bis zur Mautstelle, wo die Radfahrer einen separaten Eingang nehmen können. Auf dem Schild steht „Willkommen“ und „Start“: Wir sind nun auf der Hochalpenstraße und hier teilen sich unsere Schicksale. Jeder soll in seinem eigenen Tempo hochfahren und wir treffen uns dann an der Hütte vor dem Fuscher Tor. 

Mi basta dare un’occhiata alle prime rampe per capire che meglio salire in maniche corte, anche se la temperatura non supera i 10°C. Non avendo mai fatto sforzi del genere, mi affido al cardiofrequenzimetro: raggiunti i 150 battiti al minuto rallento o mi fermo per fare scendere le pulsazioni. Una scelta che mi obbliga a fare una breve pausa di meno di un minuto ogni mille metri circa. 

Ich werfe einen Blick auf die ersten Rampen und stelle sofort fest, dass es besser ist, in kurzen Ärmeln zu fahren, auch wenn die Temperatur 10°C nicht übersteigt. Da ich noch nie solche Anstrengungen unternommen habe, verlasse ich mich auf den Herzfrequenzmesser: Sobald ich 150 Schläge pro Minute erreicht habe, fahre ich langsamer oder halte an, um den Puls zu senken. Etwa alle tausend Meter muss ich deswegen eine kurze Pause von weniger als einer Minute einlegen. 

Le nuvole basse non mi consentono di godere la vista spettacolare che avevamo potuto appezzare io e Flavio nel mese di maggio, quando facemmo il „sopralluogo“ in macchina in una splendida giornata di sole. In compenso c’é poco traffico e i motociclisti si contano sulle dita di una mano. I tornanti sembrano infiniti e la fatica fa allungare sempre di più le pause ma lo spettacolo ed il fascino di questa strada, che veniva percorsa già ai tempi dei romani, mi mettono le ali. 

Die tiefhängenden Wolken verstecken teilweise die spektakuläre Aussicht, die Flavio und ich im Mai genießen konnten, als wir an einem schönen sonnigen Tag die Strecke uns angeschaut hatten. Auf der anderen Seite gibt es wenig Verkehr und die Motorradfahrer können an den Fingern einer Hand gezählt werden. Die Kehren scheinen endlos zu sein, und die Müdigkeit lässt die Pausen immer länger werden, aber der Zauber und der Reiz dieser Straße, die schon zur Römerzeit befahren wurde, beflügeln mich. 

Quando sembra che la salita non finisca mai, finalmente si materializza la baita ai 2.394 metri del Fuscher Tor, dove ci siamo dati appuntamento per cambiare gli indumenti. Dopo una breve discesa di circa 1.500metri ci aspettano altri 3 km di salita ma senza grandi pendenze e quindi meglio approfittare del caldo del ristorante per togliere una maglietta sudata ed indossare tutte le giacche possibili. 

Als es so aussieht, als würde der Aufstieg nie enden, erreiche ich die Hütte auf 2.394 Metern des Fuscher Tores: unseren Treffpunkt. Nach einem kurzen Abstieg von etwa 1.500 Metern erwartet uns ein weiterer Aufstieg von 3 km, aber ohne große Steigungen, so dass es besser ist, die Wärme der Räumlichkeiten des Restaurants zu nutzen, um ein verschwitztes T-Shirt auszuziehen und alle möglichen Jacken anzuziehen. 

Una volta ricompattato il gruppo, ripartiamo per andare alla conquista del passo. A bordi della strada si inizia a vedere qualche tratto innevato ed il termometro della galleria prima dell’Hochtor è impietoso: 7,7°C. 

Abbiamo raggiunto i 2.504 metri sul livello del mare. Ci siamo arrivati con le nostre forze dopo aver pedalato per quasi 25 km in salita e superato un dislivello di 1.900 metri. 

Wir brechen auf, um den Pass zu erobern. Am Rande der Straße sind einige schneebedeckte Abschnitte zu sehen, und das Thermometer des Tunnels vor dem Hochtor ist gnadenlos: 7,7°C. 

Wir haben 2.504 Meter über dem Meeresspiegel erreicht. Wir sind aus eigener Kraft dorthin gekommen, nachdem wir fast 25 km bergauf gefahren sind und einen Höhenunterschied von 1.900 Metern überwunden haben. 

L’emozione è davvero grande ma una ancora più forte ce la regala il racconto di un signore molto anziano che si offre di farci la foto. Ora vive nella zona di Colonia e quando era ancora un ragazzo era salito sul Großglockner con una bicicletta di altri tempi. Oggi si è fatto circa 800 km di macchina per tornare giovane e per poter rivivere, per un attimo, quella passione che lo aveva spinto ad affrontare una vera e propria impresa, salendo su una strada che allora (agli inizi degli anni cinquanta del scolo scorso) non era ancora asfaltata. Storie che solo le due ruote sanno raccontare.

Die Gefühle sind wirklich stark, aber sie werden noch stärker dank der Geschichte eines sehr alten Mannes, der uns ein Bild macht. Jetzt lebt er im Raum Köln, und als er noch ein Junge war, hatte er mit einem ganz einfachen Fahrrad den Großglockner bestiegen. In diesen Tagen ist er etwa 800 km gefahren, um für einen Augenblick jene Freude wieder zu erleben, die ihn dazu getrieben hatte, sich einer echten Herausforderung zu stellen. Er ist eine steile Straße gefahren, die zu diesem Zeitpunkt (Anfang der fünfziger Jahre des letzten Abflusses) noch nicht asphaltiert war. Anekdoten und Geschichte der Fahrradwelt! 

Ci rimettiamo in sella e la discesa verso Heiligenblut è altrettanto spettacolare. Le temperature si alzano e intravediamo qualche scorcio di azzurro nel cielo. Seguiamo il fiume Möll, un affluente della Drava che nasce proprio sul Großglockner. Dopo una ventina di chilometri fatti in leggera discesa, ci rendiamo conto che non ci sono molti hotel nella zona e che inizia a farsi tardi. In montagna le cucine chiudono presto, anche quelle degli alberghi. 

Wir fahren wieder los, und der Abstieg nach Heiligenblut ist ebenso spektakulär. Die Temperaturen steigen und wir sehen einige blaue Flecken am Himmel. Wir folgen der Möll, einem Nebenfluss der Drau. Nach etwa 20 Kilometern sanfter Abfahrt stellen wir fest, dass es nicht viele Hotels in der Gegend gibt und dass es schon spät wird. In den Bergen schließen die Küchen früh, auch die der Hotels. 

Ne troviamo uno a Außerfragant e la signora alla reception è molto chiara: „ Se volete mangiare qualcosa niente doccia, la farete dopo. Il cuoco sta per andare a casa“. Neanche il tempo di scendere dalla bici ed abbiamo già una birra in mano. Dopo aver scalato il Großglockner ce la siamo davvero meritata. 

Wir finden ein Gasthaus in Außerfragant und die Dame an der Rezeption ist sehr deutlich: “Wenn Sie etwas essen wollen, müssen Sie später duschen. Der Koch geht gleich nach Hause”. Noch nicht einmal Zeit, vom Rad abzusteigen, und schon haben wir ein Bier in der Hand. Nach dem Großglockner haben wir es aber wirklich verdient. 

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