Monaco e i suoi parchi

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A Capodanno sono tornato a casa quando di solito vado a dormire. Una volta caduto dal letto, decido che il modo migliore per sconfiggere il mal di testa è quello di salire in sella: aria fresca e movimento sono da sempre un’ottima medicina. 

Dove andare? Le forze non sono quelle dei giorni migliori e quindi mi invento un breve percorso alla scoperta di alcuni dei più bei parchi di Monaco di Baviera. 

Decido di partire da Odeonplatz, uno degli hot spot della città. Cielo azzurro, sole splendente e temperature non troppo rigide.

Dopo qualche colpo di pedale, svolto subito a destra per ammirare l’Hofgarten. Gli alberi sono spogli e devo rinunciare anche alle decorazioni floreali che abbelliscono questo giardino nato per volontà di Albrecht von Bayern nel lontano 1560.

Una volta superato il tunnel, dove spesso risuonano le note di artisti di strada, entro nell’Englischer Garten. Con i suoi 375 ettari è uno dei parchi più grandi del mondo anche se è suddiviso in diversi settori che arrivano fino alla periferia della città. Il ponticello ed il ruscello danno vita ad uno dei quadri più famosi e la sosta per uno scatto è obbligatoria.

Pedalare lungo il ruscello nei mesi estivi è quasi impossibile per la moltitudine di gente che invade questo scorcio del parco ma oggi non devo scendere dai pedali. In lontananza vedo il Monoptero e mi avvio verso la Torre cinese. Zigzagando ed aprendomi un varco fra i pedoni, punto il prossimo Biergarten: il Seehaus. Da qui esco dal parco per andare verso la Münchner Freiheit.

Il prossimo obiettivo è il Luitpoldpark. Dalla collinetta si ha bella vista verso la parte nord della città ma nei giorni di Föhn (un vento caldo che soffia d’inverno) si possono ammirare le Alpi bavaresi.

Quasi non mi accorgo di arrivare all’Olympiapark, il teatro dei giochi olimpici del 1972. Le collinette non sono naturali: sono sorte dopo la seconda guerra mondiale quando vennero trasportati, sul terreno dell’ex aeroporto, circa 10 milioni di mq di macerie causate dai bombardamenti che distrussero gran parte della città.

Faccio qualche serpentina per raggiungere uno dei punti panoramici più famosi che permettono di ammirare il vecchio Olympiastadion e il suo tetto a vele. Poco distante troneggia la torre della BMW accanto al BMW-Welt di recente costruzione.

Una ciclabile che costeggia un piccolo canale mi porta verso ovest, al Castello di Nymphenburg, una delle residenze più amate dai re bavaresi, con il suo bellissimo parco.

La bici non può entrare ma la passeggiata lungo i viali è la degna conclusione di una bella giornata di sole prima di rimettermi in sella e tornare a casa seguendo, a ritroso, il percorso fatto all’andata.

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