Col de Turini

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Oggi vedrò il mare. È il mio primo pensiero appena apro gli occhi. Quello per la montagna è un amore scoppiato in età adulta, grazie alla bicicletta. La spiaggia, le onde, l’odore di salsedine sono nel mio DNA. 

I primi 14 km sono tutti in discesa ed ho quindi tutto il tempo di ammirare la bellezza della natura che mi circonda. Ma ciò che mi colpisce di più è il colore del cielo. Quell’azzurro intenso che avevo visto in lontananza dalla Bonnette, ora è sopra di me. Mi circonda e mi affascina. Se la chiamano “Cote d’Azur” ci sarà un motivo, rifletto. Eppure, arrivando dalla montagna, i colori sembrano ancora più intensi. Il verde, le rocce, l’aria. Ci deve essere qualcosa di magico in queste zone.

Lasciata la valle del fiume Vésubie, appare subito il cartello dei15 km fche mi porteranno ino ai 1.607 metri del Col de Turini. È l’ultima vera salita prima di arrivare a Menton.

È una strada ricca di serpentine che si sviluppa in un bosco tipico della macchia mediterranea. Qualche curva e scorgo, in un giardino, la prima palma. Non ci sono grandi pendenze e dopo soli 3 km arrivo nel paesino di La Bollène-Vésubie. Approfitto dell’amenità che mi circonda per fare una piccola pausa. 

Una volta presa un po’ di quota, inizia la parte più spettacolare della salita, con ponti e gallerie e con e tante curve a gomito. Una panca all’ombra con vista mozzafiato sulla vallata e sulle montagne mi intrappola e faccio davvero fatica a ripartire. 

Arrivato in cima, preferisco proseguire perché in discesa non riuscirò a fare gran velocità vista la morfologia del territorio.

Mi trovo nel cuore del percorso del Rally di Montecarlo e, solo al pensiero dei bolidi che sfrecciano su questa strada così stretta con una serpentina dopo l’altra, mi vengono i brividi.

Sono nella parte più spettacolare di tutta la tappa, nel Gorges du Piaon, una gola di circa 5 km fino alla cappella dedicata a Notre Dame de la Menour. Per raggiungerla bisogna percorrere un ponte lungo più di 40 metri ma la sosta è obbligatoria, anche perché dall’alto si riesce. A dominare tutta la vallata. 

Sospel è meno interessante di quanto pensassi e quindi proseguo verso il Col del Castillon: 7 km per fare 350 metri di dislivello. Una salitella dopo i passi scalati nei giorni scorsi. 

Vedo gli ulivi ed i vigneti. Faccio fatica a riconoscere il cartello del passo e subito dopo devo attraversare una galleria molto stretta. È corta ma dall’altra parte si ha davvero l’impressione di essere entrati in un nuovo mondo e di sentire l’odore del mare. Ora lo vedo, è là in fondo. Ma prima mi aspetta Castillon, un borgo abitato da artisti; „Citè des Artistes“. 

Mi perdo per le viuzze di questo piccolo paradiso situato sulla cima di una collina con vista mare e circondata dal verde delle montagne della zona. Che meraviglia! Devo assolutamente tornarci per trascorrere qualche giorno in questo piccolo paradiso terrestre a meno di 15 km da Menton. 

L’ultimo tratto è in discesa ed eccomi di nuovo in mezzo al traffico e alla folla. Palazzoni, strade ampie piene di automobili. È tornato il rumore assordante, Lo avevo quasi dimenticato. 

Cerco la spiaggia. Il mare è più azzurro del cielo ed il tachimetro segna 744 km. E adesso?

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