Cosa resta? Was bleibt?

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…… adesso eccomi qua a Grado, l’isola del sole. 

Mi godo il mare della laguna ed assaporo l’aria salmastra. È il mio mondo, quello della mia infanzia. Sono tornato a casa. Eppure i ricordi sono ancora lassù, su quei monti, su quelle vette che mi hanno fatto compagnia durante gli ultimi dieci giorni. E pensare che io, da bambino, la montagna la odiavo e non ho voluto nemmeno imparare a sciare. C’è voluta la bicicletta per farmela scoprire ed apprezzare. Non poteva essere altrimenti. Arrivare in cima con lo ski-lift o con la funivia non fa per me, la vetta me la devo conquistare con il sudore e la fatica. Certo con i miei tempi e con i miei ritmi, perché il 4 sul tachimetro non è un 4 in pagella e la conquista di un passo merita sempre il massimo dei voti. Il mio petto è pieno di medaglie fittizie, medaglie che mi sono appuntato da solo, ogni volta che ho potuto immortalare con una foto la mia piccola impresa.

..jetzt bin ich hier in Grado, auf der Sonneninsel.

Ich genieße das Meer, die Lagune und die salzige Meeresluft. Es ist meine Welt, die Welt meiner Kindheit. Ich bin wieder zu Hause. Doch die Gedanken sind noch da oben, in den Bergen, auf jenen Gipfeln, die mich in den letzten zehn Tagen begleitet haben. Seltsam! Als Kind habe ich die Berge gehasst und ich wollte nicht einmal Skifahren lernen. Es brauchte ein Fahrrad, um mich diese Welt entdecken und schätzen zu lassen. Es konnte nicht anders laufen. Mit dem Skilift oder der Seilbahn nach oben zu kommen, ist nichts für mich: ich muss mir den Gipfel mit Fleiß und Mühe verdienen. Sicherlich mit meinem Tempo, denn die 5 auf dem Tacho ist keine schlechte Schulnote und die Besteigung jedes Passes verdient immer die Bestnote. Meine Brust ist voll von fiktiven Medaillen: eine für jeden Pass!

Valparola (2.192), Giau (2.236), Falzarego (2.105), Fedaia (2.054), Sella (2.240), Gardena (2.136), Campolongo (1.875), Pordoi (2.239), Costalunga (1.752), Giovo (2.094), Rombo (2.509), Stelvio (2.760), Mortirolo (1.852), Gavia (2.652).

Li ho voluti rimettere in ordine anche per ricordarmeli. Sì, li ho fatti tutti, in poco più di una settimana, a riprova che la forza di volontà può fare davvero miracoli. Ho passato giornate intere sulle due ruote e ci sono state salite su cui ho pedalato per più di tre ore. Cosa ti passa per la testa in quei momenti? Tutto e niente. C’è la disperazione di fronte ad un tratto durissimo ma poi arriva la gioia per aver raggiunto la vetta o dopo aver ammirato un quadro che solo la natura riesce a dipingere.

Ich wollte sie alle aufzählen, um mich an sie zu erinnern. Ja, ich habe sie alle bestiegen. In etwas mehr als einer Woche habe ich bewiesen, dass Willenskraft wirklich Wunder wirken kann. Ich verbrachte ganze Tage auf dem Rad und es gab Steigungen, auf denen ich mehr als drei Stunden lang in die Pedale treten musste. Was geht da durch den Kopf? Alles und nichts gleichzeitig. Es gibt Verzweiflung vor einem sehr harten Abschnitt, aber dann herrscht nur die Freude: ich habe den Gipfel erreicht und konnte unglaubliche Bilder bewundern, die nur die Natur malen kann.

Questo viaggio mi ha dato l’ulteriore conferma che la cosa fondamentale è riuscire ad ”ascoltare” il proprio corpo, i segnali che trasmette l’organismo. Ci sono dei momenti in cui puoi dare il massimo e dei momenti in cui è meglio fare una pausa e mangiare. E poi sono anche i paesaggi a dettare i tempi: di fronte ad una scenografia da premio Oscar non si può non fermarsi ad applaudire. È proprio questo il bello della bicicletta: una full immersion con la natura e con se stessi. Mi sono chiesto diverse volte se sia meglio fare questi viaggi in compagnia o in solitaria. Alla fine ho scelto la seconda ipotesi. Viaggiare da solo ti permette di lasciare liberi i tuoi pensieri e di affrontare i passi con il tuo ritmo, senza alcun tipo di pressione o condizionamento. 

Sono sempre più convinto che la simulazione, la rappresentazione della conquista della vetta, renda tutto più facile e anche il Mortirolo o lo Stelvio, alla fine, si mettono in bacheca. Prima di affrontare ogni passo ne studiavo le caratteristiche nei minimi particolari, cercando di memorizzare i tratti più duri.

Diese Reise hat bestätig, dass das Wesentliche darin besteht, auf den eigenen Körper, “hören” zu können. Unser Organismus sendet permanent neue Signale und wir müssen sie beziffern können. Immer wieder kann man Gas geben, aber es gibt auch Momente, in denen es besser ist, eine Pause zu legen und etwas zu essen. Und man darf nie die Landschaft vergessen: vor einer einmaligen Kulisse kann man nicht anders, als stehen zu bleiben und zu bewundern. Das ist das Schöne am Radfahren: eine volle Verbindung mit der Natur und mit sich selbst. Ich habe mich mehrmals gefragt, ob es besser ist, diese Reisen in Begleitung oder allein zu machen: besser alleine. Du kannst deine Gedanken frei lassen und das Tempo bei jedem Anstieg bestimmen, ohne jeglichen Druck oder Einfluss.

Ich bin immer mehr davon überzeugt, dass auch der Mortirolo oder der Stilfserjoch sind dann machbar, wenn man die Eroberung des Gipfels sich davor vorgestellt hat. Jede Steigung habe ich detailliert „studiert“ und habe immer versucht, mir die härtesten Abschnitte zu merken.

Un’ultima considerazione. Ho potuto ammirare un paese stupendo con delle bellissime piste ciclabili ma anche con strade su cui non ci si trova a proprio agio sulle due ruote! Ho letto che sull’Alpe-Adria (collega Salisburgo a Grado) nel 2017 si sono contate 70mila biciclette: non ho dati sulla Monaco-Venezia ma le presenze sono state sicuramente maggiori. Perché non puntare finalmente sul ciclo turismo? Possibile che la ciclabile più famosa resti quella sul Danubio? Tutto merito delle infrastrutture. Stesso discorso che vale per la Sicilia: un’isola stupenda eppure i tedeschi vanno in massa a Palma de Mallorca! Tornando alle due ruote, è un turismo ecologico che non inquina e che porta denaro. Vi assicuro che dopo una giornata trascorsa sui pedali serve cibo (tanto!) e una dimora. Senza dimenticare che il ciclo turista va piano e quindi si ferma più a lungo in un determinato territorio. Non lo vogliamo proprio incentivare questo tipo di turismo? Allo Stelvio Day ero uno dei diecimila, non si potrebbe fare più spesso? La Costiera che porta a Trieste è uno spettacolo. E’ proprio impossibile chiuderla al traffico qualche domenica d’estate? Perché tanti tedeschi vanno sulle Baleari a fare dei giri in bicicletta nei mesi di febbraio e marzo e non vanno, ad esempio in Puglia? Discorso che vale per molti angoli d’Italia che si potrebbero valorizzare grazie al ciclo turismo.

Ein letzter Gedanke. Ich konnte ein fantastisches Land mit schönen Radwegen bewundern, aber ich musste auch Straßen fahren, auf denen man sich auf dem Rad nicht wohl fühlt! Ich habe es gelesen, dass man im Jahr 2017 an der Alpe-Adria (Salzburg – Grado) 70.000 Radfahrer zählen konnte. Ich habe keine Daten über die München-Venedig, aber die Zahl war sicherlich höher. Warum nicht endlich auf den Radtourismus eine Karte setzen? Wie kann es sein, dass der Donau-Radweg eine der bekanntesten ist? Hier spielt die Infrastruktur sicherlich eine wichtige Rolle. Das Gleiche gilt für Sizilien: eine der schönsten Insel der Welt und die Deutschen machen alle Urlaub in Mallorca! Der Radtourismus ist umweltfreundlich und bringt Geld. Ich weiß wovon ich rede: nach einem Tag auf dem Sattel brauchst du Essen (viel!) und ein Bett, also ein Zimmer. Es kommt hinzu, dass der Radtourist nicht so schnell fährt und bleibt somit länger in einem Gebiet. Wollen wir nicht wirklich diese Art von Tourismus fördern? Am „Stelvio Day“ waren 10.000 Leute dabei, könnte man diese Veranstaltung nicht öfter organisieren? Die Küstenstraße nach Triest ist einfach wunderschön. Ist es wirklich unmöglich, sie an einigen Sonntagen im Sommer zu sperren? Warum machen viele Deutsche im Februar und März auf die Balearen eine Radurlaub und fliegen nicht, zum Beispiel, nach Apulien? Es gibt in Italien viele Ecken, die vom Radtourismus profitieren könnten.

Questi sono alcuni dei pensieri che vengono in mente passando ore ed ore in bicicletta. Ma ce ne sono talmente tanti che diventa difficile farne un resoconto.

Alla fine resta la soddisfazione, di aver fatto un viaggio alla scoperta di alcuni dei passi più famosi del Giro d’Italia. Certo, ne manca uno, che, fra l’altro, non è molto distante da Grado: lo Zoncolan, il Kaiser! Vedremo, intanto mi godo il mare…….

Dies sind einige der Gedanken, die einem durch Kopf gehen, während er stundenlang auf dem Sattel sitzt. Aber es gibt so viele Gedanken und man kann nicht über jeden berichten!

Am Ende bleibt die Freude und ich bin stolz einige der berühmtesten Anstiege des Giro d’Italia entdecket zu haben. Natürlich fehlt einer, der übrigens nicht weit von Grado entfernt ist: der Zoncolan, der Kaiser! Wir werden sehen, inzwischen genieße ich das Meer…………….

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