Mortirolo e Gavia

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Dopo Re Stelvio, è la volta della tappa regina. 115 km, dieci ore di bicicletta (comprese le innumerevoli pause) e 3.080 metri di dislivello, conditi dal Mortirolo e dal Gavia. Anche stanotte mi sono girato e rigirato fra le lenzuola. Ancora una volta mi assale il nervosismo prima di una tappa difficile con salite che non conosco e che affronto per la prima volta. 

Nach König Stelvio steht heute die Königs-Etappe auf dem Programm. Hier sind die Zahlen: 115 Kilometer, zehn Stunden Radfahren (mit unzähligen Pausen), 3.080 Höhenmeter und die Anstiege zum Mortirolo und zum Gavia. Es war keine ruhige Nacht. Wieder einmal die Aufregung vor einer schwierigen Etappe mit Anstiegen, die ich nicht kenne und die ich zum ersten Mal fahre.

In realtà il primo tratto è in discesa e, dopo aver pedalato su strade secondarie, prima di Le Prese si può ammirare il “Sentiero Valtellina” che affianca l’Adda. Si torna quasi subito sulla provinciale poco frequentata visto che il traffico è stato dirottato sulla statale. A Sondalo riprende la ciclabile e, chi si sta rilassando su una panchina intento a far colazione? La bici di “Georg 05” è davvero inconfondibile. Lui fatica a riconoscermi ma si ricorda delle parole scambiate sullo Stelvio e mi racconta una delle sue storie. “Una volta ebbi il piacere di conoscere un sardo che mi volle invitare a casa sua. Abitava dalle parti di Cagliari e mi guardò strano quando gli dissi che avrei accettato il suo invito ma che sarei arrivato in sella alle due ruote. Pensava scherzassi. Partii da Krefeld, segui il Reno, superai la Svizzera e mi imbarcai a Genova. Quando suonai il campanello e vide la mia bicicletta, non poteva credere ai suoi occhi!”. Che personaggio! Starei ore a parlare con lui ma il Mortirolo mi attende.

Im ersten Abschnitt fahre ich eigentlich bergab: zuerst auf Nebenstraßen und ab Le Prese auf einem Radweg (dem “Sentiero Valtellina”, der entlang der Adda verläuft. Nach ein paar Kilometer muss ich wieder die Hauptstraße fahren. Diese ist jedoch ziemlich leer, da der Verkehr auf die neue Landesstraße umgeleitet wurde. In Sondalo geht der Radweg weiter und wer entspannt sich auf einer Bank beim Frühstücken? Das Fahrrad von “Georg 05” ist wirklich unverwechselbar. Er erkennet mich nicht, aber er erinnert sich an das kurze Gespräch auf dem Stilfserjoch und erzählt mir eine seiner Anekdoten. “Ich habe einen Mann aus Sardinien kennengelernt und er wollte mich zu sich nach Hause einladen. Er wohnte in der Nähe von Cagliari und er war sehr perplex, als ich ihm sagte, dass ich gerne seine Einladung annehmen würde, aber dass ich mit dem Rad kommen würde. Er dachte, ich mache Witze. Ich startete in Krefeld, folgte dem Rhein, passierte die Schweiz und in Genua nahm ich die Fähre. Als ich klingelte und er mein Fahrrad sah, konnte er seinen Augen nicht trauen!“. Was für ein Kerl! Ich würde stundenlang mit ihm plaudern, aber der Mortirolo wartet schon auf mich.

A Grosio potrei lasciare la ciclabile ma voglio fare il Mortirolo, quello vero e quindi proseguo verso Mazzo. Una signora mi vede un po’ spaesato. “Cerca la salita, quella tradizionale, di Pantani? Sempre dritto e buona fortuna!”. Quando arrivo al cartello, capisco cosa intendesse: 33 tornanti con pendenza media del 10% e massima del 18%. Neanche il tempo di superare il cartello che la strada inizia ad inerpicarsi. Capisco subito che sarà durissimissima! I tratti in cui poter prendere fiato sono rarissimi e vado talmente piano da fare servizio di taxi per le mosche, le quali prendono comodamente posto sulla borsetta attaccata al manubrio. 

In Grosio könnte ich den Radweg verlassen, aber ich will den richtigen Mortirolo fahren: also weiter Richtung Mazzo. Eine Dame sieht mich ein wenig verloren. “Sind Sie auf der Suche nach dem traditionellen Anstieg? Der von Pantani? Immer geradeaus und viel Glück!”. Sobald ich den Schild sehe, verstehe ich sofort , was die Frau meinte: 33 Kehren mit einer durchschnittlichen Steigung von 10% und einer maximalen Steigung von 18%. Gleich nach dem Schild beginnt der Aufstieg. Es wird sauschwer sein! Ich habe keine Möglichkeit Luft zu holen. Ich fahre so langsam, dass ich einen Taxidienst für Fliegen anbieten kann, die bequem auf meiner Tasche am Lenker Platz nehmen!

L’inferno ciclistico è un paradiso naturale. Si è immersi nel verde di un bosco stupendo, interrotto ogni tanto da baite costruite in pietra come la “Piazza de l’Acqua” dove mi fermo a riempire la borraccia. Al tornante numero 15 è l’ora di una iniezione di zuccheri (succo e merendine) mentre all’11 c’è il monumento che ricorda Marco Pantani. Quando mancano 3 km alla vetta, si incrocia la strada che sale da Grosio e le pendenze lasciano un minimo di tregua. Mi supera qualche motociclista (ne ho contati 10 in tutto) ma gli ultimi tornanti regalano il colpo di grazia. 

Diese “Rad-Hölle” ist ein Naturparadies. Das Grün eines wunderschönen Waldes ist unglaublich und es gibt einige Steinhütten wie der “Piazza de l’Acqua”, wo ich meine Wasserflasche füllen kann. An der Kehre Nummer 15 ist es wieder Zeit für Zucker (Saft und Snacks), während an der Nummer 11 das Denkmal zum Gedenken an Marco Pantani steht. 3 km vor dem Gipfel überquere  ich die Straße, die von Grosio aus hinaufführt, und die Hänge lassen ein bisschen nach. Es sind nur ein paar Motorradfahrern unterwegs (ich habe insgesamt 10 gezählt) aber die letzten Kehren sind tödlich.

Arrivato in cima, non ci sono rifugi ma solo una pietra che permette di suggellare l’impresa. Il mio fotografo è una ragazza olandese che non crede ai suoi occhi vedendo la silhouette della mia mountainbike ma quando le dico che di solito ho anche uno zaino di 10 kg (trattandosi di un circuito la zavorra è rimasta in hotel, ma mi sono portato al seguito giacche e viveri) per poco non sviene! Una pausa fa bene ad entrambi e lei mi racconta del suo amore per l’Italia: non solo montagne e salite ma anche la cucina e la cordialità della gente. Poi mi confessa: “Il Gavia è il mio preferito. Quando sali puoi ammirare questa stupenda Green Mountain e poi, una volta superata la vetta….. vedrai”. È ora di rimettersi in marcia e lei sparisce in un attimo con la sua bici da corsa. La discesa fino a Monno mette a dura prova i freni e poi si deve fare un breve tratto sulla strada principale ma, a Vezza d’Oglio, si può percorrere una ciclabile di 12 km lungo il fiume.

Am Gipfel gibt es keine Unterkünfte, sondern nur einen Stein als Beweis für das Erreichen des Gipfels. Meine heutige Fotografin ist eine Holländerin, die ihren Augen nicht traut, als sie mein Mountainbike sieht. Aber wenn ich ihr sage, dass ich normalerweise auch einen 10 Kg schwereren Rucksack trage (ich fahre heute einen Rundgang habe nur Jacken und Essen mitgenommen), fiel fast in Ohnmacht! Eine Pause tut uns beide gut und sie erzählt mir von ihrer Liebe zu Italien: sie mag nicht nur die Berge, sondern auch die Küche und die Freundlichkeit der Leute. Dann verrät sie: “Gavia ist mein Favorit. Wenn Sie hinaufsteigen, können Sie diesen wunderschönen „Green Mountain“ bewundern und dann, nach dem Gipfel, ……. es werden Sie sehen”. Es geht wieder los und sie verschwindet in einem Augenblick mit ihrem Rennrad. Der Abstieg nach Monno belastet die Bremsen und dann muss ich eine kurze Strecke auf der Hauptstraße zurücklegen. In Vezza d’Oglio kann man jedoch einen 12 km langen Radweg entlang des Flusses nehmen.

A Temu’ scopro che la Sampdoria è in ritiro fino al 28 luglio ma l’entusiasmo per i blucerchiati arriva fino a Ponte di Legno, dove faccio una piccola pausa a base di zuccheri: gelato compreso. Inizia la salita del Gavia e il primo tratto sembra un falsopiano in confronto al Mortirolo. Ma quando la strada si restringe ed arrivano i primi tornanti, le cose si complicano. La Green Mountain è davvero molto bella e quando ci sono degli scorci nel bosco il panorama è veramente stupendo ma mancano più di 10 km e sul tachimetro ricompare il 4, come sul Mortirolo! La fatica inizia a farsi sentire e quando il bosco lascia il posto a rocce e pascoli, capisco che non può mancare molto alla vetta. A 3 km dalla cima ecco la famosa galleria non illuminata. Ho visto dei video in internet: un incubo. Ma ho la moutainbike e posso andare sulla strada vecchia sterrata. La scelta è premiata da un panorama meraviglioso: a chi ha la bici da corsa, consiglio di fare queso pezzo a piedi con la fedele compagna in spalla. Ecco il laghetto, che conferma che manca poco. Un ultimo sforzo in un paesaggio che ha smesso il verde per lasciare il posto ai colori rossicci delle pietre ferrose. 

In Temu’ erfahre ich, dass die Sampdoria bis zum 28. Juli im Trainingslager hier zu Gast ist, aber die Begeisterung für die „Blucerchiati“ erreicht sogar Ponte di Legno, wo ich eine kleine Pause mache: Ich brauche Zucker und ein Eis darf auch nicht fehlen. Der Aufstieg zum Gavia beginnt nach dem Ortende und der erste Abschnitt ist, im Vergleich zu Mortirolo, sehr einfach. Aber als die Straße enger wird und ich die ersten Kehren fahren muss, sieht es anders aus. Der „Green Mountain“ ist wirklich sehr schön und wenn es kleine Baumlücken im Wald gibt, ist die Aussicht wirklich wunderbar. Es sind mehr als 10 km bis zum Gipfel und auf dem Tacho erscheint wieder die 4, wie auf dem Mortirolo! Die Anstrengung ist spürbar und wenn der Wald in Felsen und Weiden übergeht, wird mir klar, dass es nicht mehr viel fehlt. 3 km vom Gipfel entfernt befindet sich die berühmte unbeleuchtete Galerie. Ich habe einige Videos im Internet gesehen: ein Alptraum. Aber dank meinem Mountainbike kann ich auf dem alten Feldweg fahren. Die Wahl wird durch eine wunderbare Aussicht belohnt: denjenigen, die mit dem Rennrad fahren, empfehle ich, das Rad zu schieben. Ich sehe den kleinen See, was bestätigt, dass der Gipfel fast erreicht ist. Eine letzte Anstrengung in einer Landschaft, wo das Grün in das Rot der eisenhaltigen Steine Platz übergeht.

Fatta la foto ed affacciatomi sull’altro pendio, capisco cosa intendesse la ragazza olandese: il paesaggio è da Oscar. È tardi, sono stanco e fa anche un po’ di freddo. Ho voglia di arrivare, ma, di fronte a certi spettacoli, non si può avere fretta. Arrivato nel bosco la vista si riduce e quindi giù in picchiata fino a Valfurva. Superato l’abitato, inizia una provinciale su cui bisogna fare attenzione. Ma, a circa 6 km dall’arrivo, si può tornare su una ciclabile con tratti di sterrato. Giunto finalmente a Bormio, realizzo quello che ho fatto: il Mortirolo ed il Gavia in un solo giorno. Certo alla mia velocità e con le mie pause ma alla fine sono orgoglioso e felice…..anche senza medaglie al collo!

Ich verstehe, was das niederländische Mädchen meinte: Die Landschaft ist traumhaft. Es ist spät, ich bin müde und es ist auch ein bisschen kalt. Ich will zurück, aber vor bestimmten Wunder der Natur kann man es nicht eilig haben. Im Wald ist Aussicht nicht mehr so gut und dann geht es hinunter wie in einem Tauchgang nach Valfurva. Nach dem Dorf fahre ich eine Landesstraße, auf der man vorsichtig sein muss. Aber etwa 6 km vor der Ankunft kann ich einen Radweg mit unbefestigten Wegen fahren. Als ich schließlich in Bormio ankomme, wird es mir bewusst, was ich getan habe: Mortirolo und Gavia, an einem Tag! Natürlich bin ich langsam gefahren und habe viele Pausen eingelegt, aber am Ende bin ich stolz und glücklich……. auch ohne Medaillen um den Hals!

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