Stelvio – Stilfserjoch

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Re Stelvio. Cosa poter aggiungere? Ho provato a rovistare nel cassetto degli aggettivi ma non sono riuscito a trovare niente di adeguato. È difficile spiegare a parole la bellezza e la maestà di questo passo, bisogna farlo. Almeno una volta nella vita. Per me non è stato un battesimo, perché qualche anno fa partecipai allo “Stelvio Bike Day”, una manifestazione che si tiene ogni anno e che prevede la chiusura al traffico motorizzato dalle 8 alle 16. Complice una splendida giornata di sole eravamo in diecimila a pedalare e faticare sulle mitiche rampe con partenza da Prato o da Bormio. Una vera festa per gli amanti delle due ruote. 

König Stilfserjoch. Was kann man dazu sagen? Ich finde so gut wie kein passendes Adjektiv! Es ist schwierig, in Worten diese Schönheit und die Majestät dieses Passes zu fassen. Man muss das Stilfserjoch einfach fahren, zumindest einmal im Leben. Für mich war es nicht das erste mal, denn vor einigen Jahren nahm ich am “Stelvio Bike Day” teil. Es handelt sich um eine jährliche Veranstaltung, in der der motorisierte Verkehr zwischen 8 und 16 Uhr gesperrt wird. Dank eines wunderbaren Sonnentages waren wir damals zehntausend. Ein richtiges Fest für Radliebhaber. 

Oggi partenza da Silandro. Non ho dormito benissimo, forse perché sapevo quello che mi aspettava. Questa volta, poi, devo portarmi dietro anche lo zaino. Ce la farò? Le marmellate fatte in casa della Pensione Pernthaler sono un’ottima fonte di energia e poi mi aiuta anche l’ottimismo del proprietario. Appena conosciute le mie intenzioni, va subito in internet a verificare le immagini della webcam: “Niente pioggia, vada tranquillo. Salga con calma, tanto in cima non troverà nessuno a darle una medaglia!”.

A Silandro ci si può immettere subito sulla ciclabile, che nel primo tratto è un misto di sterrato e fondo asfaltato. Ancora una volta ci pensano una serie di saliscendi a tagliarmi le gambe e, quando la strada diventa piana, tocca ancora un volta al vento contrario renderla più dura. Eolo deve avercela proprio con me, visto che finora non sono ancora riuscito ad avere il piacere di essere spinto alle spalle!

Die heutige Etappe startet in Schlanders. Ich habe nicht sehr gut geschlafen, vielleicht weil ich wusste, was auf mich wartet. Diesmal muss ich auch meinen Rucksack mitnehmen. Werde ich es schaffen? Die hausgemachten Marmeladen der Pension Pernthaler sind eine ausgezeichnete Energiequelle und der Optimismus des Gastgebers ist auch hilfreich. Sobald er meinen Plan erfährt, prüft sofort in Internet die Bilder der Webcam: “Kein Regen, keine Sorge. Fahren Sie mit Ihrem Tempo: da oben gibt es keine Medaille!“

Ich kann gleiich den Radweg nehmen. Der erste Abschnitt ist eine Mischung aus Schotter und Asphalt. Ständige Auf und Abs machen das ganze schwerer und, wenn die Straße flach wird, gibt es Gegenwind. Aeolus muss wirklich sauer auf mich sein, denn bisher habe ich es noch nicht das Vergnügen gehabt, ein bisschen Rückenwind zu geniessen!

Dopo meno di un’ora si arriva a Prato allo Stelvio, il paesino da dove inizia la famosa salita. Il primo tratto non è impegnativo e potrei anche fare un pò di velocità ma preferisco non consumare le energie che possono tornare utili in seguito. A Gomagoi la strada inizia a farsi sentire fino alla fine del paese. Superata la galleria aperta di lato, eccolo il cartello capace di far tremare le gambe a chiunque: per arrivare in vetta bisogna affrontare 48 tornanti! A Trafoi si passa davanti al famoso Hotel bella Vista della famiglia Thoeni. Sulla facciata, in basso a sinistra, si può vedere la gigantografia dell’autografo di Gustav, il grande campione di sci degli anni Settanta. 

In weniger als einer Stunde erreiche ich Prad am Stilfserjoch: hier beginnt der berühmte Aufstieg. Die ersten Kilometer sind nicht anspruchsvoll und ich könnte sogar etwas Tempo machen, aber ich will nicht keine Energie verschwenden, die später brauchen werde. In Gomagoi wird die Steigung härter. Nach dem seitlich offenen Tunnel sehe ich das erschreckende Schild:  bis zum Gipfel muss man 48 Kehren bewältigen! In Trafoi komme ich am berühmten Hotel Schöne Aussicht der Familie Thoeni vorbei. An der Fassade, unten links, sehe ich das riesige Autogramm von Gustav, dem großen Skifahrer der 70er Jahre.

Subito dopo si entra nel bosco e le pendenze iniziano a farsi sentire. Per far passare un autobus che sta salendo, mi fermo sulla “piazzola”di un tornante. Qui incontro “Georg 05”, almeno così è scritto sulla maglietta. Ha borsoni enormi davanti e dietro. “Quanti chili sono?”, gli chiedo in tedesco. “Circa 45. Sono di Krefeld ma sono andato in treno fino ad Oberstdorf. Tu sei di Monaco? Li finirà il mio viaggio fra tre o quattro settimane”. Il personaggio mi incuriosisce: “Ma vai sempre in giro così?”. Che domanda! “Certo. Ho fatto anche il Galibier. Che fatica! Ma sai, mi fermo ogni 2 km a prendere fiato e poi mi godo ogni millimetro di questa salita e di questo paesaggio. Non sono mica come questi!”. I centauri fanno un chiasso infernale, tanto che non riusciamo quasi a parlare. Mi chiedo, ma bisogna davvero avere delle marmitte così rumorose? L’Unione Europea regola quasi tutto, possibile che non possa intervenire per ridurre i decibel emessi dagli scarichi delle moto? E poi, lo Stelvio è un Parco naturale, non penso che la fauna locale apprezzi la colonna sonora che manda in onda ogni giorno “Radio strada”!

Oggi è lunedì, il fine settimana deve essere un incubo. Decido di mettere in atto una forma di protesta, tappandomi l’orecchio sinistro ogni volta che incrocio o mi affianca una spacca timpani. Forse non lo nota nessuno, forse non serve a niente, ma non si dice che le onde propagate da un battito d’ali di farfalla in Cina prima o poi arrivano anche in Europa? Lascio Georg ai suoi ritmi ma devo togliermi una curiosità: perché 05? “Sono un fan dell’Uerdingen”. Ciao Georg, buona pedalata! 

Unmittelbar danach bin ich im Wald und die Hänge werden immer schwerer. Ein Bus will vorbeifahren und ich halte kurz am Strassenrand. Hier treffe ich “Georg 05”, zumindest steht das auf seinem Trikot. So ein Rad sieht man selten: riesige Taschen vorne und hinten. “Wie viele Kilos?“, frage ich auf Deutsch. „Etwa 45 Kg. Ich komme aus Krefeld, bin aber mit dem Zug nach Oberstdorf gefahren. Bist du aus München? Meine Reise endet dort in drei oder vier Wochen. Ich bin sofort neugierig: „Fährst du immer so?”. Was für eine Frage! “Natürlich. Ich bin auch den Galibier gefahren. Das war ein Kampf! Aber weißt du, ich halte alle 2 km an, um Luft zu holen, und dann genieße ich jeden Millimeter dieses Anstiegs und dieser Landschaft. Ich bin nicht wie die hier!”. Die Motorradfahrer machen einen höllischen Lärm, so sehr, dass wir kaum sprechen können. Ich frage mich, aber braucht man wirklich so laute Auspuffröhre? Die EU will immer alles regeln, kann sie nicht tätig werden, um diesen Lärm zu reduzieren? Und ist das Stilfserjoch nicht ein Naturpark? Ich glaube nicht, dass die lokale Fauna den Soundtrack zu schätzen weiß, der jeden Tag beim “Radio Straße” gesendet wird!

Heute ist Montag, das Wochenende muss wirklich ein Alptraum sein! man kann so was nicht akzeptieren. Ich bedecke mein linkes Ohr jedes Mal, wenn ich ein Motorrad kreuze. Wahrscheinlich merkt es niemand, vielleicht ist es nutzlos. Aber man sagt doch, dass die Wellen, die sich durch einen Schlag von Schmetterlingsflügeln in China früher oder später auch in Europa ausbreiten. Ich lasse Georg mit seinem eigenen Tempo fahren, aber eine Frahge muss ich noch klären: warum 05? “Ich bin ein Uerdingen-Fan“. Tschüß Georg, schöne Fahrt!

Uscito dal bosco, c’è un punto da cui si può intravedere l’arrivo. Sembra lontanissimo e decido di fare una pausa a base di succo di frutta e merendine. Servono zuccheri! La velocità cala inevitabilmente e mi superano in tanti, anche un tandem: un amore nato e coltivato in bicicletta! Il numero 24 da una spinta psicologica perché siamo alla metà e perché si vede (e non si intravede) finalmente la cima. Dall’alto, questa serpentina interminabile fa davvero impressione. Al tornante numero 3 provo la stessa sensazione che ho provato al numero 34: per me sono i più duri. Il numero 1 sembra invece la porta del paradiso: anche se mancano ancora 500metri, ormai è fatta. Non mi sembra vero, mi vengono quasi le lacrime agli occhi

Nach dem Wald kann man den Gipfel erkennen. Es scheint sehr weit weg zu sein und ich mache eine Pause mit Fruchtsaft und Snacks: ich brauche einfach Zucker! Die Geschwindigkeit sinkt zwangsläufig und ich werde oft überfahren, sogar von einem Tandem: Liebe auf dem Fahrrad! Die Zahl 24 gibt mir einen Schub, weil ich auf halbem Weg bin und endlich die Spitze gut sehen und nicht nur schwer erkenn kann. Von oben betrachtet ist diese endlose „Schlange“ wirklich eindrucksvoll. Bei der Kehre Nummer 3 habe ich das gleiche Gefühl wie bei der Nummer 34: die zwei Kehren sind für mich die härtesten. Die Nummer 1 ist stattdessen die Tür zum Paradies: auch wenn es noch 500 Meter fehlen, habe ich es geschafft. Ist es wahr? Ich habe fast Tränen in den Augen.

Cerco il piccolo monumento in onore di Fausto Coppi e faccio la foto di rito. Mi cambio velocemente e decido di mangiare un panino al prosciutto in uno dei tanti stand situati nel piazzale della vetta. Più che mangiarlo lo ingurgito, ma nel frattempo il sole decide di fare capolino e rende ancora più spettacolare uno dei pendii più fotografi al mondo. È un mix perfetto fra la bellezza della natura e l’ingegno dell’uomo. Rimarrei ore ad ammirare il paesaggio ma il freddo ed il vento sono pungenti e mi consigliano di proseguire per Bormio. 

Ich suche das kleine Denkmal zu Ehren von Fausto Coppi und das Foto ist ein Muss. Ich ziehe mich schnell um und esse ein Schinkensandwich in einem der vielen Stände auf dem Platz des Gipfels. Es ist mehr Fressen als das Essen, aber inzwischen scheint die Sonne und macht einer der am meisten fotografierten Anstiege der Welt noch spektakulärer. Es ist eine perfekte Mischung aus der Schönheit der Natur und der Menschenkunst. Ich würde hier ewig bleiben, um die Landschaft zu bewundern, aber die Kälte und der Wind sind stechend und es ist besser weiterzufahren.

Non credo ai miei occhi quando vedo un tizio salire con i roller skate ma questo tratto non l’avevo mai fatto ed è davvero stupendo. Il verde la fa da padrone nella vallata e poi, nei pressi della centrale elettrica, inizia una serie di tornati altrettanto spettacolari. Le gallerie sono mezze aperte ed illuminate e quindi niente pericoli. Faccio la discesa con calma perché me la voglio godere tutta ma poi, dall’alto, intravedo la conca in cui si trova Bormio. La posizione è davvero invidiabile e sono in centro in un attimo.

Ich traue meinen Augen nicht, wenn ich sehe, wie ein Typ auf Rollschuhen hochrollt, aber die Abfahrt nach Bormio fahre ich zu ersten Mal und sie ist wirklich wunderbar. Das Grün herrscht im Tal und dann, in der Nähe des Kraftwerks, gibt eine Reihe von ebenso spektakulären Tunneln. Diese sind halb offen und beleuchtet und somit gefahrlos. Ich mache den Abstieg langsam, weil ich alles genießen möchte, aber dann sehe ich von oben das Becken von Bormio. Die Lage ist wirklich beneidenswert und ich bin gleich im Zentrum.

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