Amsterdam – Dordrecht

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Ho deciso di alzarmi presto e di prendere il treno delle otto per Amsterdam. Quando esco dal garage per le bici, mi accorgo che la stradina è bloccata dal camion del servizio di biancheria. Aspetto in silenzio, tanto non ci sono alternative. “Sei un tipo gentile” mi fa il camionista “di solito la gente mi insulta e mi urla di fare presto” Un viaggio in bici ha i suoi vantaggi e permette di dilatare i tempi senza grossi problemi.

Sotto la luce del mattino posso ammirare la stazione di Arnhem, moderna e molto funzionale. Per fortuna ho conservato il tagliando che mi aveva dato ieri sera il controllore. All’entrata ed all’uscita della zona binari bisogna superare dei tornelli che vengono azionati dal codice a barre stampato sul titolo di viaggio, codice che i biglietti internazionali non hanno e quindi ieri mi era stato fornito una specie di pass partout

Ich stehe früh auf, um den 8:00 Uhr Zug nach Amsterdam zu erwischen. Als ich die Fahrradgarage verlasse, merke ich, dass die Straße durch den Wäschewagen blockiert ist. Ich warte schweigend, es gibt keine Alternative. “Du bist ein netter Kerl”, sagt der Lkw-Fahrer, “normalerweise beleidigen mich die Leute und schreien mich an“. Bei einer Fahrradtour verliert die Zeit an Bedeutung.

Unter dem Morgenlicht kann ich den Arnheimer Bahnhof bewundern: ein moderner Neubau. Glücklicherweise habe ich den Coupon behalten, den mir der Zugbegleiter gestern Abend gegeben hatte. Am Ein- und Ausgang des Gleisbereichs muss man durch einen Drehkreuz gehen, der durch den auf dem Ticket aufgedruckten Barcode geöffnet wird. Dieser Code ist auf den internationale Tickets nicht zu finden, und daher habe ich gestern eine Art Pass-Partout bekommen.

Guardando fuori dal finestrino, noto che, parallele alla statale, ci sono un po’ ovunque una ciclabile e le rotaie: un modo intelligente per favorire l’uso del trasporto pubblico e delle due ruote. Ad Utrecht siamo più o meno a metà strada e mi sembra quasi di rivedere il gol fenomenale segnato da Marco Van Basten (soprannominato il cigno di Utrecht) nella finale degli Europei del 1988. Certe perle lasciamo un’impronta indelebile nella storia del calcio ma…..come passa il tempo. Beati i miei 18 anni!

Arrivo ad Amsterdam, finalmente. I raggi del sole non riescono a svegliare una città che deve ancora riprendersi dal venerdì sera. In un attimo sono nel quartiere a luci rosse ma tutte le tende sono chiuse e solo una porta è aperta, Vista l’ora, una prostituta è forse sorpresa di vedermi spingere la bici per i vicoli deserti ma il business non conosce orari ed eccolo l’inevitabile: “How are you?”. “Fine thanks”. Cosa altro si può dire? Faccio un sorriso ma c’è poco da ridere nel pensare a come si deve guadagnare da vivere.

Giro un po’ la città, ammiro i canali. Ci sono già stato due volte ma luce del mattino e la bella giornata mi regalano nuove emozioni.

Wenn ich aus dem Fenster schaue, stelle ich fest, dass es parallel zur Bundesstraße fast überall einen Radweg und Schienen gibt: die ideale Lösung, um die Nutzung öffentlicher Verkehrsmittel und Fahrräder zu fördern. In Utrecht bin ich mehr oder weniger auf halber Strecke und ich habe fast das Gefühl, dass ich das phänomenale Tor von Marco Van Basten (er wurde der Schwan von Utrecht genannt) im Finale der Europameisterschaft 1988 bewundere. Manche Glanztaten hinterlassen unauslöschliche Spuren in der Fußballgeschichte, aber……….wie die Zeit. Meine schönen 18 Jahre!

Ich komme endlich in Amsterdam an. Die Stadt muss sich von Freitagnacht noch erholen und nicht einmal die Sonnenstrahlen können sie aufwecken. Ich bin im Rotlicht-Viertel, aber alle Vorhänge sind gezogen. Nur eine Tür ist offen und die Dame ist wahrscheinlich überrascht, dass jemand sein Fahrrad durch die verlassenen Gassen um diese ungewöhnliche Uhrzeit schiebt.Aber das Geschäft ist Geschäft und gleich fällt das Unvermeidliche: “How are you?”. “Fine thanks”. Was soll ich sonst sagen? Ich lächle, aber es gibt nicht viel zu lachen darüber, wie man seinen Lebensunterhalt verdienen muss. 

Ich laufe ein wenig durch die Stadt, ich bewundere die Kanäle. Ich war schon zweimal dort, aber das Morgenlicht und der schöne Tag schenkt mir neue Emotionen.

Quando Amsterdam inizia a svegliarsi, per me è ora di partire. Attraverso il parco cittadino e capisco subito come mai un paese così piccolo, sia così forte in molte discipline sportive. Le vie del centro erano deserte perché sono tutti qua a praticare ogni tipo di sport. Che spettacolo il sabato mattina nella metropoli olandese!

Inizio a raggiungere la periferia ma, a differenza di molte grandi città italiane, le ciclabili non finiscono una volta abbandonato il centro storico. Non ci sono nemmeno i soliti casermoni di cemento bensì semplici casette a schiera, costruite nel solito stile con i mattoni rosso scuro in evidenza.

Dopo soli 15 km sono in piena periferia e incontro le prime serre ed i campi coltivati. Quando vedo le pannocchie ancora verdi, mi sembra un qualcosa di irreale e mi chiedo quando saranno pronte per la raccolta. Mistero!

È tutto un susseguirsi di canali. I muri di recinzione non esistono e sono i fossi a fare da barriera naturale, con i portoni in ferro costruiti sopra i ponti di accesso. L’acqua qui è davvero fondamentale e viene sfruttata in tutti i modi.

Wenn Amsterdam langsam aufwacht, ist es Zeit für mich die Stadt zu verlassen. Ich fahre durch den Stadtpark und es wird sofort klar, warum ein so kleines Land in vielen Sportarten so erfolgreich ist. Die Straßen des Stadtzentrums waren so leer, weil die Leute hier alle möglichen Sportarten betreiben. Was für ein Schauspiel am Samstagmorgen in der niederländischen Metropole!

Ich bin schon am Stadtrand, aber im Gegensatz zu vielen großen italienischen Städten gibt es weiterhin Radwege, genauso wie in der Altstadt. Es gibt nicht einmal die üblichen Betonmonster und überall sind einfache Reihenhäuser zu sehen, die mit den traditionellen, dunkelroten Ziegeln gebaut wurden. 

Nach nur 15 km bin ich mitten in den Vororten und komme an den ersten Gewächshäusern und Kulturfeldern vorbei. Wenn ich die grünen Kolben sehe, bin ich ganz überrascht und frage mich, wann sie zur Ernte bereit sein werden. Mysterium!

Ich sehe einen Kanal nach dem anderen. Es gibt keine Zaunmauern, weil die Kanäle als natürliche Barrieren dienen. Nur über den Zugangsbrücken werden Eisentore gebaut. Das Wasser hier ist wirklich unverzichtbar und bieten eine Lösung für alles. 


Nel primo paesino che incontro, Uithoorn, vedo uno schema che si ripeterà spesso: il negozio o il punto vendita di fiori sulla strada e le serre sul retro. A Nieuwkoop mi imbatto in una gara di ciclocross per amatori con i parenti a fare il tifo ed nel primo dei tanti mercati del sabato che incontro per strada.

Lungo la ciclabile passo spesso accanto alle case e mi colpiscono le grandi finestre senza tende: una cosa inconcepibile in Italia ma qui c’è bisogno e voglia di luce, soprattutto nei mesi freddi.

A Bodegraveen mi trovo davanti al primo ponte mobile chiuso ed appena si apre, si materializza davanti ai miei occhi il quadro dell’Olanda, paese delle biciclette. Verrebbe voglia di pensare che qui esistano solo le due ruote e quella che mi viene incontro assomiglia ad una processione laica.

A Reeuwijkse c’è un lago che sembra infinito e in un batter d’occhio arrivo a Gouda. Fino a ieri pensavo fosse solo un formaggio ma oggi ho capito che è anche una bellissima città. Il municipio, la piazza del mercato, i canali, il duomo, il Museo di Gouda….tante piccole meraviglie che vale veramente la pena di vedere. Davanti al museo un cartello ricorda che Erasmo ha trascorso buona parte della sua giovinezza nella città dove ho visto finalmente il primo mulino a vento.

A Lek devo salire su una chiatta per attraversare il fiume. Dura meno di cinque minuti e poi arrivo in una sorta di riserva naturale percorrendo, manco a dirlo, un canale.

Im Dorf namens Uithoorn sehe ich was, das mich in den nächsten Kilometern begleiten wird: Der Blumenladen oder die Verkaufsstelle auf der Straße und die Gewächshäuser auf der Rückseite. In Nieuwkoop gibt es einen Cyclo-Cross-Wettbewerb für Amateure und den ersten von vielen Samstagsmärkten.

Entlang des Radweges komme ich oft an den Häusern vorbei und bin von den großen Fenstern ohne Vorhänge überrascht: in Italien wäre so was unvorstellbar, aber hier gibt es ein starkes Bedürfnis nach Licht, insbesondere in den kalten Monaten.

In Bodegraveen sehe ich den ersten geschlossenen mobilen Brücke und sobald dieser geöffnet wird, erscheint mir das Bild von Holland, dem Land der Fahrräder. Ich würde fast denken, dass es hier nur Fahrräder gibt und dieMenge der Radfahrer sieht eine weltliche Prozession aus. 

In Reeuwijkse fahre ich an einem riesigen See vorbei, und nach ein paar Minuten bin ich in Gouda. Bis gestern dachte ich, es sei nur ein Käse, aber heute habe ich gelernt, dass es auch eine schöne Stadt ist. Das Rathaus, der Marktplatz, die Kanäle, der Dom, das Museum von Gouda….. viele kleine Wunder, die wirklich sehenswert sind. Vor dem Museum erinnert uns ein Schild daran, dass Erasmus den größten Teil seiner Jugend in der Stadt verbracht hat, wo ich endlich die erste Windmühle gesehen habe.

In Lek muss ich auf ein Boot steigen, um den Fluss zu überqueren. Es dauert weniger als fünf Minuten, und dann komme ich in einer Art Naturschutzgebiet an, natürlich entlang eines Kanals. 

A Strefkeerk vedo il primo mulino a vento in funzione (quello di Gouda era fermo) ed è la casa di una giovane coppia comodamente seduta in giardino. Superato un ponte costruito apposta per bici e pedoni, mi gusto un ottimo gelato al limone. Oltre alla qualità, mi sorprende il prezzo: 1,20 euro alla pallina. Complimenti per l’onesta: in mezzo al nulla si poteva tranquillamente chiedere di più.

A Papendrecht il cielo inizia ad annuvolarsi ed arrivo alla seconda traversata che mi porta a Dordrecht, la meta della mia prima tappa dopo circa 90 km. La cittadina è meno interessante di Gouda ma forse, senza i raggi del sole, tutto sembra più grigio.

In Strefkeerk sehe ich die erste Windmühle im Betrieb (die in Gouda stand still) und es ist das Zuhause eines jungen Paares, das bequem im Garten sitzt. Nachdem ich eine Brücke überquert habe, die speziell für Fahrräder und Fußgänger gebaut wurde, genieße ich ein ausgezeichnetes Zitroneneis. Neben der Qualität überrascht mich auch der Preis: 1,20 Euro pro Kugel. Herzlichen Glückwunsch zur Ehrlichkeit: Mitten im Nirgendwo hätte man auch mehr verlangen. 

In Papendrecht ist der Himmel voller Wolken, und ich muss den Fluss überqueren. Nach etwa 90 km bin ich nun in Dordrecht und bin am Ziel meiner ersten Etappe. Die Stadt ist nicht so interessant wie Gouda, aber vielleicht wirkt ohne die Sonneneinstrahlung alles grauer. 

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