Dordrecht – Anversa (Antwerpen)

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Prima di rimettermi in viaggio, approfitto del fatto di avere la bici per andare a scoprire quegli angoli di Dordrecht che ieri non ero riuscito a vedere. Il canale e, soprattutto, la cattedrale rivalutano un po’ una cittadina che ieri sera mi aveva un po’ deluso. Non avendo compagni di viaggio che possano dare un’occhiata alla bicicletta ed al bagaglio, non riesco a visitare la chiesa. È domenica mattina e la città è deserta. Non trovo neanche una panetteria aperta, tanto vale proseguire.

I primi chilometri sono lungo la Bassa Merwede, uno dei tanti fiumi del bacino del Reno, e mi fanno attraversare la zona portuale. Poi affianco la A16 ed il paesaggio non è molto interessante, fa invece una certa il ponte dell’autostrada con la ciclabile a fianco: evidentemente, quando lo hanno costruito hanno pensato anche alle due ruote. Certo, la balaustra potrebbe essere un po’ più alta, ma non si può avere tutto dalla vita!

Bevor ich los fahre, möchte jene Ecken von Dordrecht entdecken, die ich mir gestern nicht anschauen konnte. Die Stadt hatte mich gestern Abend ein wenig enttäuscht, aber der Kanal und vor allem die Kathedrale bringen mich dazu, meine Meinung zu ändern. Da ich keine Reisebegleiter habe, die einen Blick auf das Fahrrad und das Gepäck werfen können, kann ich die Kirche nicht besuchen. Es ist Sonntagmorgen, und die Stadt ist menschenleer. Ich kann nicht einmal eine geöffnete Bäckerei finden, also kann ich genauso gut weitermachen.

Die ersten Kilometer fahre ich entlang der Unteren Merwede, einem der vielen Flüsse des Rheins, und ich durchquere somit das Hafengebiet. Dann fahre ich an der A16 entlang und die Landschaft ist nicht sehenswert. Mich beeindruckt dagegen die Brücke der Autobahn mit dem angrenzenden Radweg: Offensichtlich haben sie beim Bau auch an die Radfahrer gedacht. Natürlich könnte die Balustrade etwas höher sein, aber es gibt keine Perfektion, nur das Leben!

Superata Moerdijk sono di nuovo in mezzo alla campagna e mi ritrovo a percorrere diverse stradine secondarie. Ai lati ci sono due corsie per le bici, la cui superficie complessiva è superiore a quella riservata alle automobili. Nel caso in cui due autovetture dovessero transitare contemporaneamente sullo stesso tratto ed incrociarsi, una sarebbe costretta ad attendere il passaggio dell’altra, per non invadere la “bike-zone”. In Olanda comanda il ciclista!

Ho modo di apprezzare una serie di fattorie molto belle e molto curate e, verso le dieci, il cielo inizia ad aprirsi. Per liberarlo dalle nuvole serve il vento. Vi risparmio la domanda: soffia ovviamente in senso contrario….

Nach Moerdijk bin ich wieder auf dem Land und fahre fast immer auf Nebenstraßen. An den Seiten gibt es zwei Fahrradwege, deren Gesamtfläche größer ist als die für die Autos. Wenn zwei Fahrzeuge gleichzeitig auf der gleichen Strecke vorbeifahren und sich kreuzen würden, wäre das eine gezwungen, auf das andere zu warten, um nicht in die “Bike-Zone” einzudringen. In Holland ist der Radfahrer der Boss! 

Ich fahre an viele und sehr gepflegten Höfen vorbei und gegen zehn Uhr öffnet sich langsam der Himmel. Um die Wolken wegzutreiben, braucht man den Wind. Ich erspare Euch die Frage: Offensichtlich bläst er in die Gegenrichtung……. 

Quando iniziano a fare capolino i primi viali alberati, arrivo ad Oudenbosch e non riesco a capacitarmi di quello che vedo: una chiesa di San Pietro in miniatura, con tanto di cupolone. Incredibile! Nel bel mezzo della campagna olandese si erge una casa di culto costruita in onore delle Sante Agata e Barbara e circondata, ovviamente, da edifici in mattoni rosso scuro. Sono convinto che non vi hanno costruito davanti piccolo colonnato, solo perché non c’era lo spazio necessario!

Die Landschaft verändert sich, und ich fahre inmitten mehrerer von Bäumen gesäumter Alleen. Als ich in Oudenbosch ankomme. kann nicht glauben, was ich sehe: der Petersdom samt Kuppel im Kleinformat. Unglaublich! Mitten in der niederländischen Landschaft steht ein riesiges Gotteshaus zu Ehren der Heiligen Agatha und Barbara, das natürlich von Gebäuden aus dunkelrotem Backstein umgeben ist. Ich bin überzeugt, dass sie keine kleine Kolonnade davor gebaut haben, nur weil es nicht genug Platz gab! 

Oggi è domenica e durante tutta la giornata ho incrociato diverse bici da corsa. Di solito sono piccoli gruppetti ma a Wouw ne vedo uno formato da una trentina di ciclisti. Indossano tutti la stessa maglia e stanno facendo una breve sosta in un bar. Uomini e donne, giovani ed anziani: è la conferma che il ciclismo è uno sport capace di unire a dispetto di età e condizione.

Prima di arrivare a Bergen op Zoom passo davanti al cimitero di guerra canadese dove riposano 1.119 soldati caduti alla fine del secondo conflitto mondiale. La nostra è una generazione davvero fortunata. Non abbiamo dovuto vivere in prima persona l’orrore della guerra ma la storia ci ricorda che, nel 1944, dei ragazzi sono venuti da molto lontano e sono morti per liberare l’Europa dalla follia nazi-fascista. L’Olanda ha voluto ricordare ed onorare la loro memoria e anch’io mi sento in dovere di dire loro: “Grazie”

Bergen op Zoom si trova sull’estuario della Schelda, un fiume così largo da sembrare un mare. La piazza principale è stupenda ed il sole ha deciso di renderle omaggio. Imperdibile anche il palazzo dove ha sede il museo Markiezenhof, una meraviglia. Decido di andare a vedere la spiaggia e la passeggiata lungo la riva. Viste le temperature sono pressoché deserte e quindi tanto vale proseguire.

Heute ist Sonntag und den ganzen Tag über habe ich mehrere Rennräder gekreuzt. Normalerweise sind es kleine Gruppen, aber in Wouw sehe ich eine, die aus etwa dreißig Radfahrern besteht. Sie tragen alle das gleiche Trikot und machen einen kurzen Halt in einer Bar. Männer und Frauen, Jung und Alt: Das ist die Bestätigung, dass der Radsport ein Sport ist, der alles trotz Alter und Fitnesszustand vereinen kann. 

Bevor ich in Bergen op Zoom ankomme, komme ich vor dem kanadischen Militärfriedhof vorbei. Hier sind 1.119 Soldaten begraben worden, die am Ende des Zweiten Weltkriegs gefallen sind. Unsere Generation hat großes Glück. Uns wurde der Schrecken des Krieges erspart, aber es gab doch einige Jungen, die 1944 von weit her kamen und starben, um Europa vom nationalsozialistischen Wahnsinn zu befreien. Die Niederlande wollten dieser Helden gedenken und ehren, und auch ich fühle mich, irgendwie, verpflichtet, ihnen „Danke“ zu sagen. 

Bergen op Zoom liegt an der Mündung der Schelde, einem so breiten Fluss, dass er wie ein Meer aussieht. Der Hauptplatz ist wunderschön und die Sonne hat diese Schönheit begünstigt. Auch das Schloss, in dem sich das Museum Markiezenhof befindet, ist ein Muss. Ich fahre dann dem Strand und der Promenade entlang des Ufers. Die sind fast menschenleer, da es zu kalt ist um in der Sonne zu liegen. 

Arrivo a Putte. Sono sulla strada principale e mi accordo solo per caso che sono al confine con il Belgio. Un cartello piuttosto anonimo da un lato e le bandiere che sventolano dall’altro.

Dopo qualche metro mi sembra di fare un tuffo nel passato. Sono nato anch’io vicino al confine e, quando andavo nell’ex Yugoslavia, avevo sempre l’impressione di passare da un film a colori ad uno in bianco e nero. C’erano meno soldi e meno benessere ed è quello che noto una volta arrivato in Belgio. Le case non sono così curate come quelle olandesi e poi mancano i fiori. Se me ne sono accorto io, vuole dire che non si tratta di un particolare trascurabile!

Sono in aperta campagna ma mancano meno di 10 km per arrivare ad Anversa. Eccoli i casermoni che non avevo visto ad Amsterdam!

Ankunft in Putte. Ich bin auf der Hauptstraße und merke nur zufällig, dass ich an der Grenze zu Belgien bin. Ein eher anonymes Schild auf der einen Seite und Flaggen auf der anderen. 

Plötzlich kehre in meine Kindheit zurück. Ich bin auch nahe der Grenze geboren, und als ich ins ehemalige Jugoslawien ging, hatte ich immer den Eindruck, von einem Farbfilm zu einem schwarz-weißen zu wechseln. Es gab in Jugoslawien weniger Geld und weniger Vermögen, und das ist es, was mir auffällt, wenn ich nach Belgien komme. Die Häuser sind nicht so gepflegt wie die niederländischen und es gibt keine Blumen. Wenn ich es bemerkt habe, soll es schon was heißen!

Ich bin auf dem Land, aber es sind weniger als 10 km bis nach Antwerpen. Hier sind sie die Betonklötze, die ich in Amsterdam noch nicht gesehen hatte! 

Arrivo nel porto, il secondo d’Europa dopo quello di Rotterdam. Scorgo i primi bar e subito capisco che si tratta di una città molto viva. Proseguo verso il centro storico e scopro una cosa interessante che non conoscevo: il tunnel di Sant’Anna. Venne costruito già negli anni ‘30 per collegare, a piedi ed in bicicletta, l’altra parte della città. Si scende a -31 metri con un ascensore gratuito, prima di percorrere 570 metri in galleria. Un’esperienza davvero particolare.

Ich komme im Hafen an, dem zweiten in Europa nach Rotterdam. Ich sehe die ersten Bars und es wird mir sofort klar, dass dies eine sehr lebendige Stadt ist. Ich fahre weiter in Richtung Zentrum und entdecke etwas Interessantes, das ich nicht kannte: den Tunnel von Sant’Anna. Es wurde bereits in den 30er Jahren gebaut, um den anderen Teil der Stadt zu Fuß und mit dem Fahrrad zu verbinden. Man fährt mit einem kostenlosen Aufzug auf -31 Meter hinunter, bevor man 570 Meter in der Galerie fahren kann. Ein ganz besonderes Erlebnis. 

Anversa è una perla e non trovo le parole per descrivere la bellezza della Grote Markt, dell’enorme cattedrale quasi incastonata nei vicoli del centro storico e della miriade di palazzi antichi. Una meta obbligata per chi viene in Belgio.

Antwerpen ist eine Perle, Ich kann die Schönheit des Grote Marktes, der riesigen Kathedrale, die fast in den Gassen der Altstadt minengequetscht wurde, und die unzähligen Altbauten nicht mit Worten beschreiben. Ein Muss für jeden, der nach Belgien fährt. 

La sera non può mancare una capatina in una delle “Friture” e mangio quindi le prime patatine fritte di questo viaggio. E la birra? Berla da solo non è il massimo e quindi deve, purtroppo, attendere!

Am Abend kann ich den Besuch zu einer der “Fritures” nicht vermeiden und esse ich die ersten Pommes dieser Reise. Und Bier? Allein zu trinken ist nicht das Beste und das muss leider warten! 

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