Anversa – Tienen

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Ieri l’ho vista e rivista mille volte ma mi voglio godere ancora la bellezza della Grote Markt. Sotto la luce del mattino, e senza il trambusto causato dai tanti turisti, l’atmosfera è davvero speciale. Quasi magica.

Sono da poco passate le otto e Anversa pian piano si risveglia in questo primo lunedì di settembre. Il traffico non è poi così eccessivo e, dopo qualche chilometro, rimpiango di aver lasciato i guanti nello zaino.

Superata la prima periferia inizia un tratto lungo la statale. Sono sulla ciclabile ma il rumore del traffico è assordante. A Hamiksem abbandono l’inferno d’asfalto ed arrivo sul lungofiume. Guardando la ciclabile che si snoda alle mie spalle, mi accorgo che avrei potuto seguire la Schella fin dal centro o quasi. Mi serva da lezione per la prossima volta!

Gestern habe ich es tausend Mal mir angeschaut, aber ich möchte trotzdem die Schönheit des Grote Marktes nochmal genießen. Bei Morgenlicht und ohne das Trubel der vielen Touristen ist die Atmosphäre wirklich besonders. Fast schon magisch.

Es ist 8:00 Uhr morgens und Antwerpen erwacht langsam an diesem ersten Montag im September. Der Verkehr ist nicht so übermäßig und nach ein paar Kilometern bedauere ich, meine Handschuhe im Rucksack gelassen zu haben.

Nach den ersten Vororten beginnt ein Abschnitt entlang der Landesstraße. Ich fahre auf dem Radweg, aber der Verkehrslärm ist ohrenbetäubend. In Hamiksem verlasse ich diese Hölle und komme am Flussufer an. Wenn ich mir den Radweg anschaue, merke ich, dass ich dem Fluss entlang von der Stadtmitte folgen können hätte. Nächstes Mal muss ich besser aufpassen!

La calma e il paesaggio sono un balsamo per le mie orecchie ed i miei nervi. A Boom passo davanti ad una vecchia fabbrica di mattonelle. Tutta la cittadina è una sorta di museo di cultura industriale e rifletto sul fatto che molti italiani sono venuti a lavorare da queste parti. In fin dei conti sono anch’io un emigrante ma ho la fortuna di non dover tornare a casa con il viso e le mani sporchi di fuliggine.

A Mechelen mi capita di passare su un doppio ponte di ferro dedicato alle biciclette: roba di altri mondi! Sono in piena campagna. Le piante di mais ancora verdi e una serie di fattorie molto belle e curate mi fanno tornare in mente l’Olanda. Arrivato sul canale che da Bruxelles porta a Rupel, decido di improvvisare e di seguire il corso d’acqua, memore di quanto accaduto qualche chilometro prima. Scelta azzeccata e a Grimbergen vengo premiato dalla vista di un mulino quasi nascosto in mezzo al bosco.

Die Ruhe und die Landschaft sind ein Balsam für meine Ohren und meine Nerven. In Boom komme ich vor einer alten Fliesenfabrik vorbei. Die ganze Stadt ist eine Art Museum der Industriekultur, und ich denke darüber nach, dass viele Italiener hier zur Arbeit gekommen sind. Schließlich bin ich auch ein Auswanderer, aber ich habe das Glück, nicht mit Ruß im Gesicht und und an den Händen nach Hause zurückkehren zu müssen. 

In Mechelen überquere ich zufällig eine doppelte Eisenbrücke nur für Radfahrer und Fußgänger: Dinge aus anderen Welten! Ich bin mitten auf dem Land. Die noch grünen Maispflanzen und eine Reihe von sehr schönen und gepflegten Farmen erinnern mich an Holland. Auf dem Kanal, der von Brüssel nach Rupel führt, angekommen, beschließe ich außerplanmäßig dem Fluss zu folgen: Ich habe Lehre dessen bezogen, was ein paar Kilometer zuvor passiert ist. Es war die richtige Wahl und in Grimbergen werde ich mit dem Anblick einer fast versteckten Mühle mitten im Wald belohnt. 

Sono ormai alla periferia della capitale ed arrivo in un bel parco situato in un quartiere residenziale. È una zona piena di ville non troppo opulente ma si capisce che non sono alla portata di ogni portafoglio. Mi fermo in un negozio a comprare due banane e, per la prima volta durante questo viaggio, sento parlare il francese.

Ich bin jetzt nahe der Hauptstadt und komme in einem schönen Park in einer Wohngegend an. Es ist ein Gebiet voller Villen, die nicht allzu üppig sind, aber auch nicht für Jedermann. An einem Geschäft kaufe ich zwei Bananen und zum ersten Mal während dieser Reise höre ich Französisch sprechen. 

Passo davanti al palazzo della fiera e subito dopo sembra quasi brillare nel cielo l’Atomium, una costruzione moderna da non perdere. Dopo una pedalata spesso interrotta dalla difficoltà di trovare il percorso, finalmente raggiungo il centro storico e la Grande-Place illuminata dal sole di mezzogiorno è più di un regalo. L’avevo già vista, ma oggi mi sembra ancora più bella.

Ich fahre am Messegebäude vorbei und unmittelbar danach sehe ich das Atomium, ein modernes Gebäude, das man nicht verpassen sollte. Es ist nicht einfach den richtigen Weg zu finden, aber irgendwann erreiche ich endlich die Altstadt. Das Bild von der Mittagssonne beleuchtete Grand-Place ist mehr als ein Geschenk. Ich hatte den Großen Platz schon gesehen, aber heute scheint es noch schöner zu sein. 

Bruxelles è enorme. Impossibile vederla tutta in un’oretta e quindi mi limito all’essenziale. In un viaggio che vuole esplorare il cuore del Vecchio Continente, non può mancare la sede del Parlamento europeo . Per molti è la faccia della burocrazia e degli sprechi, per me è il simbolo di un’Europa senza guerre da più di settant’anni. Questa Europa senza confini e con una moneta unica ci ha fatto conoscere ed apprezzare la libertà di poter viaggiare sentendosi, in qualche modo, sempre a casa propria. Io sono un figlio dell’Erasmus (il programma di scambi di studenti fra diverse università) e mi auguro che anche le generazioni future possano godere di questi privilegi.

Brüssel ist riesig. Es ist unmöglich, alles in einer Stunde zu sehen, also werde ich mich auf das Wesentliche beschränken. Auf einer Reise durch das Herz des Alten Kontinents ist der Sitz des Europäischen Parlaments ein Muss. Für viele ist es das Symbol der Bürokratie und der Geldverschwendung, für mich ist es das Ziechen eines Europas ohne Kriege seit mehr als siebzig Jahren. Dieses Europa ohne Grenzen hat uns diese Reisefreiheit bewusster gemacht und ich fühle mich in ganz Europa in gewisser Weise immer zu Hause. Ich bin ein Kind des „Erasmus-Programmes“ (ein Studentenaustausch zwischen Universitäten) und hoffe, dass auch zukünftige Generationen diese Privilegien genießen werden.

Uscito da Bruxelles il paesaggio diventa ondulato e d’ora in poi sarà un altro modo di pedalare. Prima di arrivare a Leuven ne ignoravo completamente l’esistenza e mi chiedevo come mai la “Stedenroute” (la ciclabile che collega Amsterdam e Bruxelles e che ha ispirato questo viaggio) prevedesse una sorta di anello pensato ad hoc per includere la città famosa per le sue birrerie. Superato il cartello d’ingresso, scopro che c’è stata una corsa di cavalli o qualcosa di simile. In un primo momento resto alquanto deluso, vedendo una serie di edifici al limite della fatiscenza.

Dopo aver notato le prime bancarelle di un mercatino, capisco però di aver visto solo la periferia. Quando arrivo nel centro storico, quasi mi vengono i brividi! Un palazzo così bello come quello del municipio non l’avevo mai visto in vita mia. Un capolavoro del tardo gotico che doveva ispirarsi a quello di Bruxelles. In realtà è ancora più bello.

Am Stadtrand von Brüssel Richtung Osten wird die Landschaft hügelig und von nun an eine andere Art des Radfahrens. Bevor ich in Leuvren ankam, war diese Stadt mir völlig unbekannt und ich fragte mich, warum bei der  “Stedenroute” (der Radweg, der Amsterdam und Brüssel verbindet und diese Reise inspirierte) ein Umweg eingebaut wurde, nur um den Besuch dieser für ihre Brauereien berühmte Stadt zu ermöglichen. Heute hat es hier ein Pferderennen oder ähnliches gegeben und ich war ich ziemlich enttäuscht, als ich eine Reihe von Gebäuden sah, die kurz vor dem Einsturz standen. 

Nachdem ich jedoch die ersten Stände eines Marktes gesehen habe, merkte ich, dass ich noch im Vorort bin. Als ich in der Altstadt ankomme, kriege ich fast die Gänsehaut! Ich habe noch nie in meinem Leben ein so schönes Gebäude wie das des Rathauses gesehen. Ein Meisterwerk der Spätgotik nach dem Vorbild des Brüsseler Rathauses, aber es ist es noch schöner. 

La città è strapiena e si fa fatica a muoversi ma riesco a farmi strada spingendo la bici a mano, visto che pedalare è praticamente impossibile. Anche la “Oude Markt” con i suoi palazzi ed i mille ristoranti è davvero unica.

Tutto il centro storico è bellissimo e rimango costantemente con il naso all’insù e la bocca aperta. Vorrei fermarmi a dormire anche per potermi godere la città e bermi una buona birra ma c’è troppa gente: meglio tornarci in circostanze più tranquille. Una cosa è certa: chi visita Bruxelles non può non prevedere una capatina a Leuvren, che si raggiunge in meno di mezz’ora di treno.

Die Stadt ist voll von Menschen. Das Radfahren ist unmöglich und ich muss mein Rad schieben. Einzigartig ist auch der “Oude Markt” mit zahlreichen schönen Gebäuden und tausend Restaurants. 

Die ganze Altstadt ist wunderschön und ich kann sie nur bewundern. Ich möchte auch hier bleiben und in Leuvren übernachten. Ich würde gerne die Stadt in Ruhe besichtigen und ein gutes Bier trinken, aber es sind zu viele Leute: lieber ein andres Man, unter ruhigeren Umständen. Eines ist sicher: Wenn man Brüssel besucht, muss man einen Abstecher nach Leuvren machen. Die Stadt ist nur eine halbe Stunde Zugfahrt von der Hauptstadt entfernt.

Mi metto l’animo in pace e riparto. Bastano dieci chilometri di statale e giuro e spergiuro che devo assolutamente rivedere la tappa di domani. Gli ultimi venti minuti posso fortunatamente pedalare su strade di campagna ed arrivo a Tienen stanco ma rilassato.

Es ist wirklich schade, aber ich fahr weiter. Es reichen nur zehn Kilometer auf der Landesstraße, und ich schwöre, dass ich die morgige Etappe unbedingt neu planen muss. Die letzten zwanzig Minuten kann ich zum Glück auf Nebenstraßen fahren und komme müde, aber entspannt in Tienen an. 

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