L’idea dietro il viaggio – Warum diese Tour?

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L’Isonzo è la mia infanzia. 

Sulle sue rive sono nato e cresciuto, e lì sono rimaste le mie radici e le mie origini. Le salite e le discese sugli argini di Gradisca erano una sfida per la mia piccola bici da cross senza cambi e le brevi nuotate nelle acque fredde del fiume sacro alla Patria sono sempre state una prova di coraggio: anche nelle giornate più calde di luglio o di agosto. 

Quando ero bambino, l’Isonzo era una specie di enorme calamita che mi attirava in ogni periodo dell’anno. D’estate e d’inverno mi capitava spesso di andare sul ponte che porta a San Martino del Carso e di rimanere affascinato dalla forza della corrente. A volte rimanevo a lungo a guardare l’infrangersi dell’acqua sui piloni di cemento. 

Der Fluss Isonzo (Soča) verkörpert meine Kindheit. 

An seinen Ufern bin ich geboren und aufgewachsen, und dort sind meine Wurzeln und meine Herkunft geblieben. Die Auf- und Abstiege auf den Dämmen in Gradisca waren eine Herausforderung für mein kleines Rad ohne Gangschaltung, und die kurzen Schwimmstrecken im kalten Wasser des der Heimat heiligen Flusses waren immer eine Mutprobe: selbst an den heißesten Tagen im Juli oder August. 

Als ich ein Kind war, war die Soča eine Art riesiger Magnet, der mich das ganze Jahr über anzog. Im Sommer und im Winter war ich oft auf der Brücke, die nach San Martino del Carso führt, und war fasziniert von der Kraft der Strömung. Manchmal blieb ich lange und beobachtete, wie sich das Wasser an den Betonpfeilern brach. 

A scuola mi avevano insegnato che l’Isonzo nasce nella Valle Trenta, in Slovenia, e, andando a Grado, mi era capitato di attraversare più volte il ponte a pochi metri dalla foce nel Golfo di Panzano. Ho qualche sbiadito ricordo di Caporetto (mi ci portarono i miei genitori da bambino) e diverse volte ho preso il treno da Jesenice a Nova Gorica che „incontra“ l’Isonzo a Most na Soci. 

Non ero però mai riuscito a seguire l’intero corso del fiume e non avevo mai avuto l’occasione di ammirare da vicino le acque color smeraldo del fiume quando scorre nel tratto sloveno e si fa chiamare Soča. 

In der Schule hatte man mir beigebracht, dass der Isonzo im Trenta-Tal in Slowenien entspringt, und auf dem Weg von Gradisca nach Grado bin ich mehrmals über die Brücke gefahren, nur wenige Meter von der Mündung des Flusses in den Golf von Panzano entfernt. Ich habe einige verblasste Erinnerungen an Kobarid (meine Eltern haben mich als Kind dorthin mitgenommen), und mehrmals bin ich mit dem Zug von Jesenice nach Nova Gorica gefahren, der in Most na Soci auf die Soča “trifft”. 

Ich hatte es jedoch nie geschafft, dem gesamten Flusslauf zu folgen, und ich hatte nie die Gelegenheit, das smaragdfarbene Wasser des Flusses aus der Nähe zu bewundern, wenn er durch den slowenischen Abschnitt fließt und sich Soča nennt. 

Dovendo riportare la mia mountainbike a Monaco ed avendo difficoltà a trovare delle coincidenze fra treni su cui sia possibile trasportare delle biciclette, ho deciso di partire da Grado e di trasformarmi in una sorta di salmone che segue il percorso del fiume dalla foce alla sorgente. 

È stato un viaggio che mi ha permesso di riscoprire l’Isonzo (Soča), di riammirare paesaggi noti e di scoprire angoli sconosciuti. In un tour in mezzo alle Alpi non può mancare una salita importante e quindi ho incluso nel mio percorso il Vršič, il passo asfaltato più alto della Slovenia. 

Da ich mein Mountainbike zurück nach München bringen musste und es schwierig war, Verbindungen zwischen Zügen zu finden, in denen der Transport von Fahrrädern erlaubt ist, bin ich in Grado gestartet und wurde sozusagen zum Lachs, der dem Flusslauf von der Mündung bis zur Quelle folgte. 

Diese Reise hat es mir ermöglicht, den Isonzo neu zu entdecken, bekannte Landschaften zu bewundern und unbekannte Ecken zu entdecken. Bei einer Tour inmitten der Alpen darf ein großer Anstieg nicht fehlen, und so habe ich den Vršič, den höchsten asphaltierten Pass Sloweniens, in meine Route aufgenommen. 

Sono partito da Grado e sono arrivato a Villaco, in Austria, seguendo l’Isonzo-Soča. In due giorni ho attraversato due confini e ho sentito parlare tre lingue e diversi dialetti. Un viaggio nelle terre di confine, dove è normale incontrare e rispettare culture diverse; un viaggio che mi ha permesso di vedere colori e paesaggi bellissimi e di gustare sapori diversi. 

Sono nato in queste terre e questo è il mio mondo: è stato davvero bello poterlo riscoprire grazie alle due ruote. 

Ich bin in Grado gestartet, habe ich dem Flusslauf des Isonzos gefolgt und  bin in Villach, Österreich, angekommen. In zwei Tagen habe ich zwei Grenzen überquert und drei Sprachen und verschiedene Dialekte gehört. Eine Reise in Grenzländer, in denen es normal ist, verschiedene Kulturen zu treffen und zu respektieren; eine Reise, die es mir ermöglichte, wunderschöne Farben und Landschaften zu bewundern und verschiedene Geschmackserlebnisse zu genießen. 

Ich bin in diesem Teil der Welt geboren und das ist mein Zuhause: Es war wirklich schön, dieses auf zwei Rädern neu zu entdecken. 

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